Cani, distribuite polpette avvelenate a Caltanissetta. La barbaria continua

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un cane morto avvelenato
Nuovo tragico episodio di distribuzione di polpette avvelenate a Caltanissetta. Ad essere colpita questa volta è la Contrada Niscima, area residenziale nella immediata periferia cittadina. Da due giorni almeno 20 cani sono morti dopo aver ingerito alcune polpette avvelenate probabilmente con componenti molto comuni utilizzati per l’agricoltura; la stima è ancora non definitiva, poiché continuano ad arrivare segnalazioni di altri animali
avvelenati, anche cani padronali.

A scoprire questa vera e propria strage (vedi immagini e video allegati) le Guardie Giurate dei Nuclei di Vigilanza zoofila ed ambientale delle Associazioni LIDA e WWF di Caltanissetta: durante un servizio di perlustrazione nella contrada, ai margini della carreggiata stradale sono stati rinvenuti una decina di cani morti con visibili tracce di sostanze chimiche tossiche ingerite; sul posto è anche sopraggiunta una squadra di operatori della SM – Multiservizi dipendenti dalla Provincia regionale, con la collaborazione dei quali è proseguita l’attività di controllo del territorio scoprendo altri animali avvelenati.

Immediatamente dagli uffici delle Guardie Giurate LIDA e WWF è partita la segnalazione agli organi competenti: Servizi Veterinari ASP, Sindaco, Prefetto e Polizia Municipale; a breve seguirà un dettagliato rapporto all’Autorità Giudiziaria con l’esito delle prime indagini avviate dalla Guardie eco-zoofile. Prontamente è intervenuto il servizio veterinario dell’ASP che
ieri, dopo un sopralluogo congiunto degli ufficiali veterinari e delle Guardie LIDA, ha disposto il trasferimento delle carcasse presso i laboratori dell’Istituto Zooprofilattico, per le prescritte indagini tossicologiche. Questo grazie all’immediato intervento delle Guardie eco-zoofile che hanno bloccato alcuni operatori addetti allo smaltimento di rifiuti che, su incredibile disposizione degli uffici comunali, erano stati incaricati di togliere dalla strada i corpi dei cani avvelenati come se si trattasse di normali rifiuti, senza nemmeno un esame veterinario ed il
prelievo dei campioni come prescrive la legge!

il corpo di un cane avvelenato
Lo spargimento di veleni molto pericolosi per la salute non solo degli animali, è purtroppo un fenomeno diffuso a Caltanissetta. In genere individuare i responsabili non è semplice, ma le Guardie LIDA e WWF hanno già avviato opportune indagini tese a risalire ai soggetti possibili autori di questi criminali gesti (agricoltori, sportivi che frequentano la zona per
footing, ecc.).

“Ancora una volta a Caltanissetta dobbiamo fare i conti con una pratica purtroppo ormai consolidata che consiste nello sbarazzarsi degli animali indesiderati con lo spargimento di sostanze velenose nella pubblica via. Il crescendo di tale fenomeno raggiunge – dichiarano i responsabili dei Nuclei di Vigilanza di LIDA e WWF, Salvatore Colonna ed Ennio Bonfanti – livelli seriamente preoccupanti: non si tratta di casi isolati ma di un fenomeno che
interessa tutte le zone della città. Chi si macchia di questi atti incivili e vigliacchi non ha alcun freno, sa che è difficile un intervento di tipo repressivo mentre manca del tutto quello preventivo. Dopo lo spargimento polpette avvelenate non è stata neanche bonificata la zona né tabellata per avvisare i cittadini del pericolo, e queste sono le misure minime che il
Comune, così massicciamente colpito, dovrebbe adottare”.

Ad oggi, infatti, non risultano essere stati posti in essere da parte del Sindaco gli adempimenti contingibili ed urgenti espressamente indicati nell'”Ordinanza contingibile ed urgente concernente norme sul divieto di utilizzo e di detenzione di esche o di bocconi avvelenati” del Ministero della Salute del 18.12.2008 (art.4):
1. “Il sindaco. deve dare immediate disposizioni per l’apertura di una
indagine, da effettuare in collaborazione con le altre Autorità
competenti”;
2. “Il sindaco, entro 48 ore. provvede, in particolare, ad individuare
le modalità di bonifica del terreno e del luogo interessato
dall’avvelenamento, prevedendone la segnalazione con apposita
cartellonistica”.

LIDA e WWF, sconcertati da un tale lucido disegno criminale che sta causando una vera e propria strage di animali alle porte della città, ritengono che esso sia il frutto del clima di intolleranza che è stato alimentato a Caltanissetta contro i randagi e persino contro i cani di quartiere, nonché la conseguenza della deleteria sospensione, da parte del Comune, del
programma di controllo demografico dei randagi attraverso la loro sterilizzazione. Questo ha determinato la nascita di cucciolate e, quindi, di nuovi randagi vaganti in città con la conseguente insofferenza presso alcuni strati della popolazione che non tollera anche la sola presenza di animali. Così, di fronte all’inattività dell’ente pubblico nella prevenzione
e nella sterilizzazione, qualche mente criminale ha pensato di sbarazzarsi dei randagi nel modo più incivile e barbaro che un criminale possa ideare.

Le due Associazioni, infine, ricordano come molti di questi veleni siano facilmente assimilabili dall’organismo umano anche attraverso un semplice contatto: è sufficiente che una mano accidentalmente contaminata venga a contatto con la bocca perché il veleno possa essere assimilato direttamente dalle mucose. Il loro uso per il confezionamento di esche e bocconi avvelenati integra costituisce reato punito con le sanzioni penali (quali anche l’arresto) ai sensi dell’art. 146 del Regio Decreto 27 Luglio 1934 n. 1265 (divieto di distribuzione sostanze velenose) e dell’art. 544-ter C.P. (legge 189/04 contro il maltrattamento degli animali).

1 Commento

  1. Complimenti per l’articolo molto professionale e comprensibile a tutti. Mi viene spontanea una riflessione: Persone senza cuore e sicuramente da condannare, ma cosa fa il comune di Caltanissetta per evitare questa strage di cani randagi? Ci sono dei canili dove portare i cani ? Sicuramente la risposta è no!! Chi volesse leggere on line delle notizie sempre aggiornate su varie tematiche di attualità, visiti il mio blog
    Un saluto
    Giovanni

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