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Aggiornato al 25/11/2008 - 19:46:54
   
 

Record d'imprese in crescita, grazie ai cinesi

22/02/2007 ore: 08:53

Prato - E’ Prato la provincia italiana che ha registrato il più alto tasso di crescita delle imprese nel 2006: è quanto emerge dai dati elaborati da Unioncamere. Mentre molte delle province italiane hanno registrato un rallentamento sul fronte della dinamicità imprenditoriale, Prato ha invece chiuso il 2006 con un tasso di crescita delle imprese del 3,4%.
Un dato positivo ma che nasconde delle ombre. Il dinamismo è infatti in gran parte dovuto all’apertura di confezioni con titolari cinesi che, spesso, aprono e chiudono in un lampo.
Sono 27.791 le imprese attive al 31 dicembre 2006 (erano 27.039 alla fine del 2005). Nel corso del 2006 ci sono state 3.423 iscrizioni e 2.947 cessazioni, un risultato positivo influenzato anche dall’iniziativa imprenditoriale dei cittadini extracomunitari.
Le confezioni che nel 2006 si sono iscritte alla Camera di commercio di Prato sono state 781 contro 365 cessazioni.

Un turn over (dato 2005) del 57,5%.
«La vivacità del tessuto economico pratese è riuscita ad anticipare i risultati della ripresa economica - commenta Luca Rinfreschi, presidente della Camera di commercio di Prato.

«E’ anche vero che questa dinamicità è sicuramente influenzata dalla presenza di tanti imprenditori stranieri che in città hanno trovato terreno fertile per le proprie attività. Un fenomeno senza dubbio importante, se governato nella maniera opportuna».

Guardando alla classifica provinciale dei tassi di crescita le aree che nel 2006 hanno fatto registrare l’incremento più elevato sono quelle di Prato (+3,47%), di Crotone (+3,08%) e di Roma (come già detto, +2,89%). Solo in 7 province su 103 si è registrata una crescita negativa. Seguendo una tendenza evidenziata anche a livello nazionale, le società di capitali sono cresciute del 4,6%, passando da 5540 nel 2005 a 5800 nel 2006.

«Questo - conclude Rinfreschi - è sicuramente un effetto non solo della riforma del diritto societario, ma anche un segnale di crescita e di maturazione del nostro sistema imprenditoriale».
Un dato da prendere con le pinze per l’assessore comunale Fabio Giovagnoli. «I dati - sottolinea l’assessore - dimostrano come nonostante le tensioni il distretto resista alla crisi internazionale reagendo con dinamismo. C’è però da capire quanta robustezza avrà nel lungo periodo questa vivacità.

Il fatto che arrivi da confezioni, per la maggior parte, extracomunitarie e un elemento da approfondire perché potrebbe essere sintomo di un’economia debole e leggera».

«Si tratta di una conferma - evidenzia invece Anselmo Potenza, presidente di Cna - che le confezioni continuano a crescere mentre garantisco che le imprese storiche dell’indotto non riescono a stare sul mercato. Non c’è ricambio generazionale e quando il titolare va in pensione chiudono. Questa vivacità va quindi guardata bene: le confezioni infatti hanno una percentuale di turn over talmente alta da distorcere il mercato».



I.R.


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