G8 degli Enti di Ricerca: rilanciare gli investimenti per superare la crisi

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Largo ai giovani, in base a merito e a talento, e basta con ogni forma di discriminazione nei confronti delle donne. La partita sul futuro della ricerca mondiale si gioca anche sulla meritocrazia e l’uguaglianza delle opportunità. Con un occhio attento agli investimenti da rilanciare, per moltiplicare le opportunità. Queste le conclusioni emerse dai lavori del XXVIII G8 degli Enti di ricerca (HORCs – Heads of Research Council), che ieri e oggi ha riunito a Venezia i rappresentanti dei maggiori Enti di ricerca delle più potenti nazioni della Terra: Canada, Francia, Germania, Giappone, Gran Bretagna, Russia, Stati Uniti e il Consiglio Nazionale delle Ricerche, quale ospite organizzatore e in rappresentanza dell’Italia.
L’incontro, a porte chiuse, è stato dedicato alle soluzioni che la scienza può offrire per uscire dalla crisi economica e finanziaria mondiale. Gli spunti non sono mancati, a cominciare dall’impegno degli Usa di raddoppiare in 10 anni i finanziamenti per la ricerca. “Anche gli altri Paesi del G8”, afferma il Presidente del Cnr, Luciano Maiani, “si sono impegnati a non arretrare sul fronte dei finanziamenti alla ricerca, consapevoli che su questo terreno si gioca la partita del futuro benessere delle economie occidentali”.
Meritocrazia e valutazione dei risultati rappresentano “il necessario strumento per continuare ad alimentare la società della conoscenza, che fonda le sue radici proprio sulla ricerca. Dunque, spazio ai giovani di talento e rimozione di qualunque ostacolo alla competizione tra uomini e donne”, prosegue il Presidente del Cnr. “Inoltre, potenziamento delle capacità di trasferire la ricerca nel tessuto sociale, trasformando idee e scoperte in volano di crescita e benessere”.
Questa mattina, alla cerimonia di chiusura del G8 HORCS alla Ca’ D’Oro, è intervenuto anche il Ministro dell’Istruzione, Università e Ricerca, Mariastella Gelmini, che incontrando gli scienziati riuniti ha confermato l’attenzione del Governo italiano per il settore, quale nodo strategico di sviluppo per il Paese. “Sono personalmente convinta che ricerca e innovazione siano tra i punti chiave per affrontare la crisi attuale e per costruire il mondo di domani. Perché queste parole non restino un semplice slogan, tuttavia, dobbiamo individuare gli assi strategici su cui concentrare le risorse disponibili. In quest’ottica dovremo sicuramente puntare sulle energie rinnovabili, che non a caso saranno al centro del prossimo G8 della Ricerca, oltre che sulle nanotecnologie, la genomica, la cura delle malattie degenerative”.
Anche il Ministro ha sottolineato la priorità di puntare sui giovani e sulla meritocrazia. “L’Italia deve investire con decisione sui giovani. In questo quadro, dobbiamo puntare sulla la ricerca di base, da sempre uno dei poli di attrazione dei giovani talenti ed il serbatoio capace di trasmettere alla società idee e metodi innovativi”.
In ultimo, per Gelmini si pone in maniera evidente la “necessità, per ottimizzare le risorse, di accelerare il processo di internazionalizzazione delle grandi infrastrutture di ricerca. L’Italia s’impegna a contribuire ai progetti europei”.
A testimoniare i successi della ricerca italiana declinata a livello internazionale stamattina sono intervenuti due ricercatori. Fabiola Gianotti, la fisica italiana nominata a capo dell’esperimento ATLAS al laboratorio europeo del CERN di Ginevra, con il compito di coordinare circa 2.500 scienziati alle prese con l’acceleratore di particelle (il Large Hadron Collider- LHC). Massimo Cultraro, ricercatore del Cnr di Catania e responsabile del Museo virtuale dell’Iraq, ha anticipato alcune immagini del progetto che verrà presentato ufficialmente al ministero degli Affari esteri il prossimo 9 giugno.