Intercettazioni e ‘bufale’ di Brunetta

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“Il ministro Renato Brunetta parla di ‘mondo folle in cui tutti sono sotto controllo’, e spiega che quando un amico gli ha detto al telefono ‘ti ho spedito la roba’, lui, preoccupato di essere ascoltato, ha risposto ‘precisiamo che si tratta di mozzarelle’… Ebbene noi rispondiamo subito al ministro fantuttone che è inutile bluffare, lui, che è onnisciente e superinformato su tutto ed anche oltre, non può avere il ‘sospetto’ di essere spiato… questa sì che è una ‘bufala’, tanto per rimanere in tema di straordinaria mozzarella del Cilento”.
Sceglie l’ironia Franco Maccari, Segretario Generale del Coisp, Sindacato Indipendente di Polizia, per replicare al ministro della Funzione Pubblica che, sul sito di alcuni organi di informazione, lamenta un presunto abuso dello strumento delle intercettazioni.
“Suvvia ministro, è sempre in grado di dare lezioni su tutto, ed ora vuole farci credere che non conosce i presupposti di legge necessari perché un cittadino venga intercettato? Ci faccia il piacere, non ci prenda per il naso oltre il consentito… Lei certe cose le sa, e sa, per sua stessa ammissione, che stiamo parlando di uno strumento investigativo di fondamentale importanza, specie oggi come oggi che i processi quasi non si riescono più a fare… Quindi il problema qual è? E su, nostro piccolo grande genio, ci illumini prego! Perché le risposte che ci vengono in mente così su due piedi sono solo due…”.
“O – incalza Maccari – un cittadino deve temere il fatto di aver intrattenuto qualche affaruccio di troppo con i vari Tavaroli, Tronchetti Provera & co., che le intercettazioni se le sono fatte ‘in casa a piacimento’ e per interessi che ben poco avevano a che fare con la giustizia; oppure, delle Forze dell’ordine e della Magistratura non si deve avere paura, anzi tutto il contrario. E’ vero o no, signor ministro? Ci rassicuri, non è che per caso con la sua uscita voleva dire che chi appartiene al sistema giustizia è un pazzo senza scrupoli che si diverte a rovinare la gente, vero? Vero? Perché non sarebbe esattamente un bel messaggio, e meno che mai sarebbe appropriato ad un ministro della Repubblica italiana, e meno ancora lo sarebbe al ministro della Funzione pubblica”.
“Forse – aggiunge il leader del Coisp -, una volta tanto, sarebbe utile dire ai cittadini la verità… a meno di voler trasformare la dizione del suo Ministero in ‘finzione pubblica’. Che ne pensa signor ministro? Spiegare loro che gli Appartenenti alla Polizia giudiziaria si sudano la loro misera pagnotta ogni giorno, barcamenandosi tra carenze di ogni genere ed un lavoro titanico in questo Paese dove ruberie e illegalità sono fin troppo diffuse, e dove stanare certi furfanti appartenenti alle categorie ‘bene’ della società è un’impresa pressoché impossibile… Che quegli stessi Appartenenti alla Polizia giudiziaria hanno fin troppo da fare e fin troppe rogne per occuparsi di stare a sentire conversazioni inutili che siano ininfluenti sulle indagini, e meno che mai hanno il tempo e la voglia di stare a sentire gli onesti cittadini che si fanno i fatti loro, ed ancor meno, se è possibile, di stare a sentire le telefonate di ministri fintamente isterizzati per la preoccupazione di chi invade o non invade la loro privacy. Siamo più che certi, che i comuni cittadini questa ansia anti-investigazioni non ce l’hanno affatto”.
“La smetta, caro ministro, invece di stare a discutere delle solite sciocchezze – conclude Maccari -, invece di continuare ad utilizzare la grancassa mediatica nel tentativo di catturare l’attenzione del popolo del sistema catodicocentrico, facendo passare in secondo piano, anzi, tacendo del tutto, le questioni primarie del Paese e dei cittadini. Tutti quelli che continuano a prendere per i fondelli cittadini lavoratori che a malapena riescono a raggiungere la fine del mese si facciano da parte. Non ne sentiremo la mancanza, ed anzi ne guadagneremo tutti”.

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