Lettera aperta di un figlio di una vittima del terrorismo

0
278

Dopo anni di silenzio, abbandono, ipocrisia, archiviazioni e abuso nell’utilizzo del “Segreto di Stato”, il Parlamento Italiano, il 4 maggio 2007, ha approvato la legge n° 56 che afferma:

La Repubblica riconosce il 9 maggio, anniversario dell’uccisione di Aldo Moro, quale «Giorno della memoria», al fine di ricordare tutte le vittime del terrorismo, interno e internazionale, e delle stragi di tale matrice.

In occasione del «Giorno della memoria» di cui al comma 1,
possono essere organizzate, senza nuovi o maggiori oneri a carico della finanza pubblica, manifestazioni pubbliche, cerimonie, incontri, momenti comuni di ricordo dei fatti e di riflessione, anche nelle scuole di ogni ordine e grado, al fine di conservare, rinnovare e costruire una memoria storica condivisa in difesa delle istituzioni democratiche.

In questi giorni sono venuto a sapere che il Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, quest’anno ha deliberatamente deciso di svolgere la cerimonia per il “Giorno della memoria” l’8 maggio anziché il 9.

Personalmente trovo tale decisione assai grave e mi viene da pormi alcune domande:

· Le ricorrenze, le date, i simboli, possono essere manipolati secondo le proprie necessità ?
· Il Presidente della Repubblica deve o meno attenersi alle leggi dello Stato ?
· Cambiare la data di una ricorrenza è educativo per le nuove generazioni ?

Questa mia breve riflessione non è un atto di sterile polemica.
Vorrei vivere in uno Stato dove gli uomini che hanno donato la vita per difendere la Patria siano ricordati e rispettati.

Non chiedo niente, pretendo solo RISPETTO, RISPETTO per i caduti e le loro famiglie.

Invito quindi il Parlamento Italiano a richiedere formalmente al Presidente della Repubblica le motivazioni della scelta di svolgere le celebrazioni del “Giorno della memoria” l’8 maggio anziché il 9.

E ora…, celebreremo la prossima Festa della Repubblica il 1° di giugno ?

Dott.
Lorenzo Conti

Lascia un commento