Coisp, “Piazza Alimonda non sia più il simbolo della follia umana”

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Dal Coisp riceviamo e pubblichiamo
“I capitoli dolorosi della storia di un Paese civile possono essere superati solo facendo leva sul senso di responsabilità. Ed è questo che il Coisp vuole fare, essere responsabile, superare il clima velenoso e astioso per costruire e non per distruggere, più di quanto non sia stato già distrutto in quel giorno di follia di dieci anni fa”.
Franco Maccari, Segretario Generale del Coisp, il Sindacato Indipendente di Polizia, pur non avendo ricevuto ancora le prescrizioni da parte del Questore di Genova in merito alla manifestazione di domani in piazza Alimonda, ha deciso di perseguire la via del dialogo, rispettando il lavoro dei colleghi impegnati nel servizio d’ordine e non provocando, con chi non ha la lungimiranza di capire, uno scontro fine a se stesso.

“Lo abbiamo ribadito e ne siamo convinti – dice Maccari – i rigurgiti di odio travestiti da ideologie non aiutano nessuno a superare una delle pagine peggiori della storia democratica del nostro Paese come è stata quella scritta dieci anni fa a Genova. Siamo convinti che non si debba dimenticare e soprattutto non condividiamo giustizialismi sommari. E’ però necessario riportare nei giusti confini della verità oggettiva dei fatti anche la memoria, perché senza memoria non si costruisce nessun futuro”.

“Non ci piace sentire ancora qualcuno che inneggia alla rivoluzione, lo troviamo pericoloso perché quella di cui si parla non è “rivoluzione di idee”, che non passa mai dallo spargimento di sangue – ma odio civile che non può essere condiviso o avallato con il silenzio complice di chi non condanna – conclude il Segretario Generale del Coisp – ecco perché facciamo appello allo stesso senso di responsabilità che oggi noi abbiamo deciso di adottare e restiamo in fiduciosa attesa di poter dialogare con chi ad oggi, perpetuale nelle proprie iniziative solo contrapposizione e chiusura verso il dialogo. Questo decennale sta divenendo un’occasione persa per superare Piazza Alimonda 2001.”