Abolito il Sistri! Un progetto megalomane in campo ambientale

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Un lettore, addetto ai lavori, ci scrive sul caso dell’abolizione del Sistri e noi come al solito lo pubblichiamo affinchè tutti possano capire, ragionare e farsi la propria opinione sulla nostra classe politica ormai obsoleta di idee, forza e capacità di intergargire con la società italiana.

Un progetto nato male e finito peggio, desideravano, lor signori, creare una sorta di Grande Fratello ambientale, ma era è si è visto subito due anni orsono, un progetto veramente megalomane basato sulla possibilità d’intercettare tutti i movimenti tramite scatole nere poste a bordo dei camion con rifiuti pericolosi e chiavette USb in mano a produttori dei medesimi.

Impossibile da attuare per svariati motivi, penuria di competenze tecnologiche, scarsa precisione nel essere così ottimisti circa il funzionamento (spesso discontinuo) di chiavette Usb e
sofisticate tecnologie, stupida convinzione che in questo momento economico la gente si mettesse a occuparsi di un progetto alla Agente 007.

Io lo sapevo, ne ero certo, e lo affermavo da tempo. Ma è possibile che il comune buon senso non appartenga a tali cerebralità?

Scusate la immodestia ma potrei fare molto meglio, con i miei 14 anni
di esperienza nel settore.

Progetto megalomane per presuntuosi megalomani…potevano assumere con tutti quei soldi centinaia di
ispettori ARPA!

Lo sapevo, e mi hanno fatto spendere 1500 euro tra il 2010 e il 2011! Maledetti incompetenti! desideravate far indossare il papillion a chi non possiede neanche…la camicia.

Tanti soldi pubblici ( e privati) buttati via! Molti vi avevano consigliato di desistere ma avete continuato, testardi. Ho tutta la documentazione e anche il mio giustificato nervosismo. Politici incapaci, per cortesia, tornate verso le vostre rispettive abitazioni e cercate di non far più
danni alla Nazione.

Per favore.
Dott.Venzano Alessandro
.”

3 Commenti

  1. E’ la solita porcata all’italiana. Con tutti i soldi spesi per cercare di farlo funzionare…. Robe da pazzi… Chiavette usb distribuite, black box per i camion,ecc.ecc. Che vergogna!!! Era impossibile che funzionasse, al lato pratico lo si era capito fin dall’inizio.
    Speriamo che ci restituiscano almeno i contributi di iscrizione al Sistri.

  2. Bel detto tecnologo ambientale! Ben detto! ma come c’e’ chi fa finta di credere a babbo natale purtroppo in italia c’e’ chi fa comodo far finta di credere che il sistri combatteva gli illeciti…!?!? A mio avviso permetteva solo di farli meglio e a mio avviso ha solo causato danni e obbligato tanti piccoli e medi artigiani a optare per diventare “illeciti” pur di evitare due anni di salasso economico e di formazione per una “cosa’ non funzionante per niente…era solo un modo per ingrassare i soliti…l’han capito tutti ma fan finta di non capire: posson mica dire di fare i ladri quelli che lo fanno…no??????se non altro abbiamo smesso di acquistare ansioliti e malox oltre a tutto il resto…ma aspettiamoci di tutto…non si sa mai…non dimentichiano che siamo in Italia…

  3. Per l’ennesima volta si è voluto istituire un sistema (a porte chiuse e senza dibattiti con gli operatori di settore e con i grandi produttori di rifiuti) che non ha considerato le modalità operative di chi lavora nel settore rifiuti.
    Ben venga il controllo in diretta ma ci sono alcune cose che non hanno senso alcuno. Per esempio l’impossibilità di correggere una scheda firmata nel caso di errore materiale sia nel momento della produzione che al destino è un non senso.
    Non si capisce neppure perché in una eventuale gestione informatica che comporta inserimento di dati da parte di tutti i soggetti (produttore, trasportatore e destinatario) alla fine rimane ancora in carico all’utente la necessità di produrre il MUD; se esiste già a questo punto un database delle aziende occorre che i dati imputati confluiscano già nei database informatici dell’utente stesso, se no a che serve il SISTRI?
    Non si capisce perché il peso e il numero dei colli di rifiuti non possano essere controllati e in caso variati prima della partenza a sistema. Quale problema grave può generarsi se io decido prima della partenza il corretto numero di colli e il peso (sempre con il parere favorevole dell’impianto e del trasportatore). A me sembrano carenze progettuali del sistema dovute a poca conoscenza operativa del settore. Prima dell’avvento del SISTRI si effettuavano movimentazioni più coerenti sia per il peso che per il numero dei colli e semplicemente sulla base di semplici comunicazioni (e-mail, telefono) fra produttori e operatori del settore: perché adesso tutto dovrebbe essere più complicato e meno corretto?
    Non si capisce neppure perché non si possa correggere nel breve periodo (una settimana lavorativa al max) una scheda di trasporto nel caso si riscontri un errore di compilazione per esempio un R13 al posto del D15 spesso causa di una non corretta comunicazione fra produttore e trasportatore/destinatario.
    A chi serve che un file specifico sia inserito nella black box del camion. Non basta una piattaforma informatica che indichi il rifiuto e la targa del camion che lo trasporta? Non cambia nulla nei confronti del trasporto se il mezzo non è controllato dalle forze dell’ordine fisicamente!
    Chi lavora può commettere errori, pertanto dall’informatica ci si aspetterebbe un sistema di tutto punto che consideri tutte le autorizzazioni e le regole del caso conducendo l’utente ad una corretta produzione della scheda senza possibilità di errore. Per chi teme il traffico illecito dei rifiuti occorre sapere che nulla è cambiato. Se qualcuno dichiara di smaltire un rifiuto e ne smaltisce un altro con la collusione di produttori, trasportatori e destinatari anche su un sistema informatico nessuno se ne accorgerà se il mezzo non è controllato per strada dalle forze dell’ordine.
    In buona sostanza il SISTRI è a tutt’oggi un cattivo surrogato dei precedenti documenti di smaltimento: pertanto ben venga la vera semplificazione informatica ma che non serva a far cassa con sanzioni. I controlli devono essere fatti fisicamente altrimenti il SISTRI non riesce comunque ad eludere il traffico illecito. Chi fa del traffico illecito una professione continuerà a farla franca con e senza il SISTRI.
    Tecnologo dell’Ambiente.

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