Arriverà a Pisa il Carfilzomib, un nuovo farmaco per la cura del mieloma multiplo già sperimentato negli Usa

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Arriverà a giorni a Pisa, forse a fine mese, il Carfilzomib, un nuovo farmaco per la cura del mieloma multiplo già sperimentato negli Usa e approvato nei mesi scorsi dalla Food and Drugs Administration.

In Toscana sarà proprio la AOU Pisana, nel reparto di Ematologia guidato dal Prof. Mario Petrini, a giovarsi del nuovo arrivo. Medici propensi alla combinazione con i principi attivi dei farmaci già in uso e alla diversificazione delle terapie in base al paziente: «Non c’è un solo tipo di mieloma – è infatti la scoperta recentissima – ma vari tipi di malattia in relazione al genoma del paziente».

Le novità sono emerse durante il IV seminario dedicato al mieloma multiplo – organizzato a Lucca dall’Associazione Schirinzi A. Mario Onlus, l’unica in Italia a investire tutte le proprie risorse umane ed economiche nella sensibilizzazione e raccolta di fondi per la ricerca su questa malattia – che ha visto riuniti professionisti dell’Azienda ospedaliero universitaria pisana, dell’Azienda sanitaria di Lucca e dell’Azienda ospedaliero universitaria di Firenze.

Il nuovo farmaco – In fase sperimentale il Carfilzomib si è dimostrato «molto promettente»: oggi è infatti in grado di ottenere una notevole riduzione di effetti collaterali neurologici. Nella AOU pisana il farmaco verrebbe affiancato ai principi attivi alla base dei medicinali attualmente in uso (non ultimo il Velcade® oppure Bortezomib, che ne è il principio attivo). In futuro potrebbe poi sostituirli, in quanto ha gli stessi effetti terapeutici senza gli effetti collaterali lamentati.
La scoperta di nuovi farmaci e la somministrazione di nuove terapie sono attesissime dai pazienti (circa 4500 ogni anno le persone colpite da questa neoplasia), dal momento che l’obiettivo è ottenere la cronicizzazione della patologia, con continui miglioramenti nella qualità della vita.

E al convegno sono stati anche considerati gli effetti combinati di vecchie e nuove terapie, soprattutto alla luce delle recenti scoperte che qualificano diversi mielomi a seconda del genoma del paziente, e dunque richiedono terapie diversificate.

Tra i quesiti maggiormente posti dai pazienti, quello sull’opportunità di seguire o meno una terapia di mantenimento in caso di remissione completa della malattia (a Pisa, ad esempio, dopo trapianto autologo si somministra l’Interleuchina).

Insieme a Vittorio Schirinzi, presidente dell’Associazione Schirinzi A. Mario, anche Mario Petrini (nella foto), primario di Ematologia dell’Ospedale Santa Chiara e Alessandro Melosi, responsabile di Ematologia all’Ospedale di Lucca.

Tra i relatori la psicologa Lisa Galli, responsabile del Servizio Psicologia AIL Modena ONLUS, autrice di numerose pubblicazioni tra cui “Quando la vita cambia colore” (Mondadori 2009) e Nicola Giuliani, medico e ricercatore, nonché docente all’Università di Parma, che ha condotto importanti studi sul microambiente nel quale proliferano le plasmacellule del mieloma.

A chiudere i lavori Greg Brozeit dell’International Myeloma Foundation, la prima e più importante organizzazione no profit al mondo che si occupa di mieloma multiplo per migliorare la qualità della vita dei pazienti, con cui nel 2009 è stato raggiunto un importante accordo di affiliazione con l’Associazione Schirinzi che, tra le altre attività, cura un blog sul quale si possono trovare costanti aggiornamenti sulla ricerca, oltre a molti links e informazioni sul mieloma multiplo: http://mielomahelp.blogspot.com.

A patrocinare l’evento, la Fondazione Cassa di Risparmio Lucca Pisa Livorno, che ha messo a disposizione la suggestiva sede di San Micheletto dove si è svolto il convegno.

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