Cervello e vizio parziale di mente: il Prof. Pietrini torna a TV 7 su Rai Uno

0
183

La giovane “presenta delle alterazioni in un’area del cervello che ha la funzione di regolare le azioni aggressive e, dal punto di vista genetico, ha dei fattori significativamente associati ad un maggior rischio di comportamento impulsivo, aggressivo e violento”.

Con queste motivazioni, il gup di Como Maria Luisa Lo Gatto riconosce a Stefania Albertani, 27 anni, un vizio parziale di mente e la condanna a vent’anni di carcere, preceduti da un periodo di tre anni da passare in una casa di cura e custodia.

Di questa clamorosa sentenza, per un caso che ha destato molto scalpore nell’opinione pubblica, si parlerà venerdì 3 febbraio su Rai Uno a Tv7, il settimanale di approfondimento del Tg1, con il Prof. Pietro Pietrini (nella foto), direttore dell’Unità operativa di Analisi chimico cliniche specializzate dell’Azienda ospedaliero-universitaria pisana che, insieme al Prof. Giuseppe Sartori, ordinario di Neuroscienze cognitive dell’Università di Padova, ha eseguito la perizia psichiatrica sull’imputata.
“Nella nostra perizia abbiamo integrato gli accertamenti psichiatrici classici con nuove indagini cerebrali e molecolari – spiega Pietrini, psichiatra e docente di Biochimica clinica e biologia molecolare all’ateneo pisano – che ci hanno consentito di fornire al giudice un parere tecnico ben argomentato e articolato. Nessuna variante genetica determina il comportamento ma molti fattori biologici condizionano la capacità dell’individuo di raffigurarsi una valida alternativa alla condotta criminosa”. Nella sentenza di Como, dunque, si esclude il determinismo cerebrale ma si riconosce che le neuroscienze permettono un’analisi più oggettiva rispetto agli strumenti tradizionali della psichiatria forense, che fornisce al giudice un mezzo per esercitare in maniera più consapevole il suo ruolo di peritus peritorum. Nel luglio del 2009 l’imputata venne colta in flagrante dai carabinieri mentre tentava di strangolare e appiccare il fuoco alla madre dopo aver, mesi prima, ucciso, carbonizzato e occultato i resti della sorella, di cui lei stessa aveva denunciato la scomparsa. Le risultanze delle prime perizie psichiatriche ordinate dal giudice e dal collegio difensivo erano contrastanti e insanabilmente divergenti, essendo Stefania stata definita pienamente capace di intendere e di volere dai primi, totalmente incapace dai secondi. Nella sentenza il giudice ha fatto sue le conclusioni della nuova perizia redatta da Pietrini e Sartori, riconoscendo loro di aver fatto un percorso particolarmente approfondito e ben argomentato. Il Prof. Pietrini è anche Past-Chairman della Organization for Human Brain Mapping, la principale organizzazione mondiale dedicata allo studio del cervello umano e delle sue funzioni.

Lascia un commento