Un fax non trasmesso in tempo e si perde la vita! Nel 2012 ancora un caso di malasanità burocratica, disorganizzata ed anti-innovazione

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A volte mi chiedo se in Italia l’orologio del tempo si è fermato!
Oppure le pagine del calendario è fermo al 16 febbraio 1612 o 1712!
Ecco, per un fax non trasmesso in tempo utile per iniziare la cura, una signora perde la vita.
La figlia, una nostra lettrice, ci ha scritto la sua tragica esperienza.
Non va! Così non deve essere! Così non deve continuare!

Ecco cosa ci ha scritto

LA STORIA DI LUPI ALBA MIA MADRE VITTIMA DI UN FAX NON TRASMESSo IN TEMPO PER LA CURA

Portata d’urgenza il giorno 22 novembre scorso con l’improvvisa paralisi del lato destro del corpo, la mancanza di parola e la rigidità del collo presso l’ospedale di Portoferraio, viene ricoverata nel reparto di Medicina terapia intensiva. I medici oltre all’ipotesi di ictus sospettano una infezione e il giorno seguente 23 novembre mandano al Laboratorio Analisi un campione di sangue per l’emocoltura , esame che impiega 4/5 giorni a produrre il suo risultato.

Trovandosi l’Ospedale di Portoferraio ha non avere la risonanza magnetica, il giorno dopo ancora cioè il 24 novembre viene accompagnata dal medico del Reparto di Medicina, in autoambulanza, a Livorno per effettuarla.

Viene deciso che deve rimanere a Livorno nel reparto di Neurologia.

A questo punto cessa il collegamento tra i due ospedali che in realtà sono tutt’uno, dato che gli Elbani viaggiano come pacchi su e giù dai due Ospedali, poiché quello di Portoferraio è scarso di strutture e medici e viene progressivamente dismesso.

Lupi Alba, nel reparto 10, Neurologia, viene curata senza nessuna diagnosi precisa poiché l’ipotesi di ictus, non era completamente suffragata dalle risonanze magnetiche, cioè il quadro non era chiaro per una diagnosi certa quindi con peggioramento visibile, finchè qualche medico, dopo i disperati appelli della famiglia, tenuta, in malo modo, alla larga da tutte le informazioni, il 7 dicembre ha pensato, dopo una quindicina di giorni dal ricovero, di fare quell’emocoltura della quale l’Ospedale dell’Elba ha già avuto il risultato dal laboratorio di Livorno dodici giorni prima, cioè dal 29 novembre.

il fax non trasmesso in tempo utile
A questo punto è scattato il collegamento e in data 12 dicembre, cioè dopo 13 giorni dalla diagnosi del laboratorio analisi viene mandato da Portoferraio a Livorno il fax di cui sopra. Lupi Alba, in fin di vita, viene ricoverata d’urgenza al reparto 9, cioè Malattie Infettive, vengono allertati i familiari e disposti al peggio.

Da lì è sopravvissuta fino al 3 febbraio ed in questa data è morta dopo 15 giorni di rianimazione a Firenze Ospedale di Santa Maria Nuova, passando prima dall’Ospedale di Volterra, in un odioso scaricabarile.

L’Ospedale dell’Elba,dove se si suona all’ingresso dopo le 22 rispondono da Livorno, tacendo la diagnosi di meningite batterica da Listeria, oltre ad aver condannato Lupi Alba, ha messo a rischio la salute pubblica poiché c’è una Legge che obbliga la comunicazione tempestiva all’Ufficio Igiene dell’Ospedale che deve contattare la famiglia in modo da evitare l’infezione e informarsi sugli alimenti e i luoghi da monitorare e somministrare antibiotici. Faccio presente che l’incubazione va da una settimana fino a 70 giorni, quindi potenzialmente altre persone possono infettarsi. Invece solo giorno 17 dicembre, la famiglia è stata contattata dall’Ufficio Igiene di Livorno , invece che dall’Ufficio igiene di Portoferraio il 30 novembre.
Ci sono le cartelle cliniche a suffragio di quanto esposto e i fatti sono già sul tavolo delle Autorità Sanitarie Regionali, che li hanno constatati.
Purtroppo la situazione sanitaria dell’Elba oramai è tragica, mancano medici e i reparti, cioè quelli che ci sono rimasti, non hanno i numeri per un corretto turn over.
Siamo piccioni al tiro a segno, non sai da che parte o come arriverà ma sarà fatale. Senza parlare poi di quei degenti che vengono trasferiti a Livorno, dove diventano oggetto del caso, perdendo la storia clinica e il collegamento con le diagnosi, le procedure eseguite e lo stato al momento del ricovero che è momento essenziale per diagnosi corrette, mentre l’Ospedale Elbano li dimentica anche se in realtà sono sul computer, ad un click di mouse.
Facciamo qualcosa per fermare la strage, siamo noi le potenziali vittime.

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