Mobbing: nessuno ne parla più ma le pressioni e gli abusi sul posto di lavoro sono in progressiva diffusione.

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Londra – L’associazione “Sportello dei Diritti”sulla scia dell’esperienza personale del fondatore Giovanni D’Agata, da anni svolge campagne informative ed assiste sul campo e nelle aule di giustizia le vittime dello strisciante fenomeno delle molestie morali e psico-fisiche sui luoghi di lavoro che da tempo è noto con il termine anglosassone “mobbing”.

Negli anni precedenti al picco della crisi economica avevamo rilevato un aumento lento ma costante delle richieste di aiuto di lavoratrici e lavoratori in ogni settore del mercato del lavoro, sia pubblico o privato, anche perché molti di questi che si ritenevano colpiti da azioni e comportamenti discriminatori e vessatori protratti nel tempo, avevano iniziato ad informarsi sulla rete e soprattutto attraverso il passaparola e siti più o meno specializzati prendendo progressivamente cognizione che era finito il tempo del silenzio nel quale erano sovente costretti a ripiegare prima che i giuslavoristi elaborassero concettualmente e giuridicamente la materia e che quindi era possibile ottenere delle tutele che in molti casi hanno portato a risultati positivi sia in termini preventivi che per mezzo di alcune importanti decisioni avvenute nelle aule di giustizia del nostro Paese.

Ma è con l’avvento della crisi economica e del grave momento che sta coinvolgendo drammaticamente il mercato del lavoro, con la disoccupazione che sta raggiungendo livelli record, che stiamo registrando quotidianamente grida di dolore che provengono da ogni parte d’Italia e che chiedono solo giustizia e tutele.

La colpa di tutto ciò è l’inevitabile aumento della precarietà e di quella che è una costante incertezza nel mondo del lavoro, non certo agevolate in primo luogo dalla modifica della regolamentazione dei contratti collettivi e soprattutto dalla recente e sciagurata riforma “Fornero” dell’articolo 18 dello Statuto dei Lavoratori che sulla scorta di un vantato e perseverato aumento della flessibilità fa acuire gravemente e drammaticamente il precetto “mors tua, vita mea” già presente in alcuni luoghi di lavoro, ma che sta diventando una pericolosa costante che in prospettiva porterà un aumento dei costi sociali per il diffondersi a macchia d’olio del “mobbing”.

Ciò anche perché in Italia, sia il legislatore che questo ed il precedente governo, mentre hanno eliminato e hanno in mente di continuare ad eliminare tutele a protezione del diritto al lavoro, non pensano, a differenza di quanto già fatto in altri paesi Europei, ad una compiuta legislazione che sintetizzi ed elabori normativamente un fenomeno sociale di drammatiche proporzioni che potesse compensare i gravi scompensi determinati proprio dalla riduzione di quelle tutele che vengono progressivamente erose.

Sembra uno scenario apocalittico, quello appena descritto, ma è quanto sta accadendo nel nostro Paese se non s’interviene immediatamente.

Al contempo lo “Sportello dei Diritti” continuerà a coadiuvare ed assistere tutti i lavoratori e le lavoratrici che si ritengono vessati sul luogo di lavoro continuando ad invitare a segnalare le loro situazioni.