Elezioni politiche, come si vota all’estero

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Londra – La legge 27 dicembre 2001, n. 459 che dispone ‘Norme per l’esercizio del diritto di voto dei cittadini italiani residenti all’estero’, ha dato attuazione all’art. 48, terzo comma, della Costituzione, stabilendo requisiti e modalità per l’esercizio del diritto di voto dei cittadini residenti all’estero ed istituendo la Circoscrizione Estero, cui sono assegnati dodici seggi per la Camera dei deputati e sei seggi per il Senato della Repubblica detratti dal numero complessivo dei seggi costituzionalmente assegnati ai due rami del Parlamento.

La direzione centrale per i servizi elettorali ha curato una scheda informativa in cui vengono riepilogati, anche nel dettaglio, le informazioni sulle procedure legate al voto degli italiani residenti all’estero per le elezioni politiche e per i referendum.

In sintesi, vediamo qui di seguito , i principali punti regolati dalla normativa.

La procedura ordinaria di voto è quella per corrispondenza presso l’abitazione degli elettori residenti all’estero.

La circoscrizione Estero è suddivisa in quattro ripartizioni (Europa, compresi i territori asiatici della Federazione russa e della Turchia; America meridionale; America settentrionale e centrale; Africa, Asia, Oceania e Antartide) in ciascuna delle quali è eletto almeno un senatore e un deputato, mentre gli altri due seggi per il Senato e gli altri otto per la Camera sono distribuiti tra le stesse ripartizioni in proporzione al numero dei cittadini che vi risiedono.

In particolare, gli Uffici consolari, spediscono al domicilio di tutti gli elettori, non oltre diciotto giorni prima della data stabilita per le votazioni in Italia, un plico contenente:
– il certificato elettorale;
– la scheda (se elettore della sola Camera o se il voto si esprime per un solo referendum) o le schede elettorali (se elettore della Camera e del Senato o se il voto si esprime per più referendum) e la relativa busta piccola, nonché una busta affrancata recante l’indirizzo dell’Ufficio consolare competente;
– le liste dei candidati nella ripartizione d’appartenenza;
– un foglio esplicativo delle modalità di voto.

L’elettore:

a) esprime il proprio voto sulla scheda o sulle schede elettorali: il voto si esprime tracciando un solo segno sul simbolo della lista prescelta o comunque all’interno del rettangolo che lo contiene, mentre per il referendum il voto è espresso tracciando un segno sulla risposta prescelta dall’elettore e, comunque, nel rettangolo che la contiene; l’elettore può, inoltre, per le elezioni politiche, esprimere due voti di preferenza nelle ripartizioni geografiche alle quali sono assegnati due o più deputati o senatori e un voto di preferenza nelle altre ripartizioni;

b) deve introdurre la scheda o le schede nella relativa busta piccola e chiuderla;

c) deve, inoltre, introdurre la busta piccola nella busta affrancata, unitamente al tagliando staccato dal certificato elettorale comprovante l’esercizio del diritto di voto;

d) deve, infine, spedire il tutto entro dieci giorni prima della data stabilita per le votazioni in Italia al Consolato competente. Saranno considerate valide le buste pervenute al Consolato entro le ore 16, ora locale, del giovedì antecedente la data stabilita per le votazioni in Italia (art. 12, comma 7, della legge n. 459 del 2001)

Gli elettori residenti all’estero che, entro quattordici giorni dalla data delle votazioni in Italia, non abbiano ricevuto a casa il plico con tutta la documentazione elettorale, possono farne richiesta presentandosi di persona al proprio Consolato.

Le schede votate dagli elettori all’estero, incluse nelle apposite buste pervenute per corrispondenza agli Uffici consolari, vengono spedite in Italia attraverso gli stessi Consolati mediante valigia diplomatica accompagnata. I plichi arrivati in Italia vengono presi in consegna dall’Ufficio centrale per la circoscrizione Estero che provvede al riepilogo dei risultati ufficiali delle sezioni, nonché al riparto e alla assegnazione dei seggi con sistema proporzionale per ciascuna ripartizione e alle corrispondenti proclamazioni.

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