Offshore Leaks: cooperazione con le autorità fiscali straniere da parte del Lussemburgo. Il Granducato allenta il segreto bancario per frenare l’evasione fiscale.

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Londra -Si chiama “Offshore Leaks” e sta già facendo tremare 130mila di cui 200 almeno gli italiani  titolari di conti correnti e investimenti nei paradisi fiscali provenienti da 170 Paesi, tra cui politici, industriali, oligarchi, trafficanti d’armi e uomini della finanza internazionale.
E’ notizia di oggi che il Lussemburgo con l’intento di consolidare la cooperazione con le autorità fiscali straniere è pronto ad allentare parzialmente il segreto bancario per frenare l’evasione fiscale. Lo afferma il ministro delle finanze Luc Frieden in un’intervista al domenicale tedesco “Frankfurter Allgemeine Sonntagszeitung’ che ha inoltre sottolineato che  “Il Lussemburgo non punta sui clienti che desiderano risparmiare sulle tasse”.
È evidente per Giovanni D’Agata, fondatore dello “Sportello dei Diritti”,  che è stato scoperchiato un mondo segreto che rappresenta una voragine dell’economia mondiale. L’ammontare delle somme sottratte da questa lista di evasori anche italiani al fisco ammonterebbe a una cifra stimata tra i 21mila e i 32mila miliardi di dollari. Dietro questo mega-sistema di evasione si nascondeva un’industria ben retribuita di prestanome, contabili, notai e banche, mentre ad essere coinvolti sarebbero molti grandi istituti bancari mondiali. Ci sono poi delle reti  molto più complicati da analizzare al cui interno ci sono rapporti da verificare in cui  sono spuntati anche i nomi di 3 enti caritatevoli come beneficiari qualel’ Unione Italiana Ciechi, la LILA (Lega Italiana per la Lotta contro l’Aids) e il Centro per il bambino maltratatto. I tre enti hanno smentito di essere beneficiari di questa struttura di trust sottolineando il fatto che non hanno conti offshore, né rapporti con gli altri elementi citati nell’inchiesta.

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