“Una nuova sintesi. La politica è cambiata ed è cambiata“a furor di popolo”.

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Londra – Da Adriano Tilgher riceviamo e pubblichiamo.

“Una nuova sintesi. La politica è cambiata ed è cambiata“a furor di popolo”.

Lo dicevamo alcuni mesi fa e non si è voluto credere agli evidenti segnali che si scorgevano nella società.

Il partito come forma di aggregazione è superato, oggi si creano sezioni virtuali, si fanno movimenti sul web, sono pochi quelli che credono nel sano rapporto interpersonale, nell’impegno costante, nella militanza. I più si rifugiano nella militanza da tastiera che spesso sfocia in un vero e proprio stakanovismo del computer. Le nuove forme di aggregazione politica devono ancora essere studiate, proposte, realizzate.

Qualcuno pensa ai giornali virtuali, altri ai centri sociali, altri ancora ai CAF, molti rimangono legati al concetto di sezione, nelle sue varie modifiche, circoli, club, ecc.

Una struttura politica efficiente ha bisogno di tutte queste cose, ha bisogno sicuramente di propagare le proprie idee con ogni mezzo, ed il computer è il più innovativo ed il meno controllabile.

Ma non deve cambiare solo la forma partito deve anche mutare sostanzialmente il modo di comunicare utilizzando sì i mezzi e gli strumenti più moderni ma questi devono essere adoperati con intelligenza e professionalità, altrimenti si rischia di rimanerne vittime, come alcuni uomini e donne di mia conoscenza, che si sono fatti travolgere dal gusto del pettegolezzo e della diffamazione, finendo di far del male a se stessi ed alle organizzazioni che dicono di voler difendere.

Il cambiamento più importante però sono in pochi ad averlo percepito ed è la mutazione integrale della geografia politica. Dalla caduta del muro di Berlino sono tanti i segnali di questamodificazione radicale. Un tempo c’erano le ideologie che creavano un netto e ben identificato panorama politico; dopo, si è iniziato a parlare di fine delle ideologie, dimenticando che le società e le nazioni erano travolte dall’unica ideologia imperante, la peggiore e la più antiumana: il liberismo.

La tendenza al bipolarismo ha fattoil resto, per cui i segnali di confusione sono diventati sempre più numerosi:uomini di uno schieramento che passano in un altro, coalizioni contrapposte chesi accusano a vicenda di aver copiato i programmi (unico elemento didistinzione tra le stesse), forze tradizionalmente antinazionali che assumono il tricolore come simbolo, uomini che fanno riferimento ai valori che si fannotravolgere da scandali ed accuse di corruzione.

Da questo marasma partono dei segnali più chiari di cambiamento del lessico politico. Infatti il governo dei tecnicimette insieme tutti i partiti ed in particolare quello della destra (Pdl) equello di sinistra (Pd); oggi nessuno grida al tradimento se si vuole mettere insieme, addirittura sul piano politico, questi due sedicenti opposti partiti.

E’ la prova provata che sono entrambe espressione del sistema di potere usurocratico dell’alta finanza.

La situazione, però, è andata oltre:il fenomeno Grillo prende voti a destra ed a sinistra ed ha come obiettivo la rottamazione della classe politica da Berlusconi a Bersani per aprire la stradaa Renzi che è e resta espressione dei poteri forti ma piace tanto sia a destrache a sinistra e prenderà voti nei due campi.

In questo turbinio di eventi tutti si dimenticano che la vera vittima di questa situazione è il popolo con tutte le sue sfaccettature sociali. Imprenditori, studenti, operai, impiegati,professionisti, insomma tutti vengono sacrificati nei loro interessi in nomedel potere finanziario puro.

In questo quadro che senso politicoha parlare di destra o di sinistra? Perché dividerci ancora una volta su frontiche non rispettano più la realtà e le forze in campo?

Oggi c’è bisogno di una nuova sintesiche metta insieme i valori essenziali dell’umanità ed una forte spinta sociale cementati dalla realizzazione di un’autentica partecipazione.

E’ la scommessa di questo secolo: se riusciremo a realizzarla daremo un speranza al nostro popolo da esportare anche nel resto del mondo.

Adriano Tilgher

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