Se questa è la famiglia…: contro gli orfanotrofi virtuali

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Londra – Da La primula nera” riceviamo e pubblichiamo.

Strade di Milano affollate di bambini delle scuole elementari che la mattina vengono accompagnati e recuperati, dopo il parcheggio a scuola, dalle tate straniere sempre più spesso a tempo pieno.

Sono sudamericane, di solito ciccione, che svolgono anche mansioni di cuoche nelle famiglie della Milano bene, così da tenere lontani gli “appetiti” di mariti impegnati o meno impegnati, ma sempre molto distanti da mogli in affari e sempre più spesso assenti come mogli e madri di bambini messi solo al mondo, che nella scala dei valori sembrano venire dopo tutto.

I bambini sono di chi li mette al mondo o di chi li cresce? Sempre più spesso i bambini parlano un italiano stentato, misto a slang sudamericano; chiedono alla tata cinese, che nella sua cultura cucina e mangia i cani, come mai il cagnolino che portano a spasso spruzza ogni cinque minuti, ed è la tata che gli spiega come si sta al mondo, la tata che li manda a frignare altrove o gli racconta le favole, quali favole? quelle della cultura in cui dovrebbe vivere il bambino o quelle di chissà dove?

Poco male, la cultura è cultura, però il problema è che l’egoismo di madri in carriera e assenti che non sanno cosa pensano i figli e li seguono per chat, dove ormai la gente vive i “rapporti” di vario tipo, e di papà che giocano con le baby-escorts allevate in un mondo mercificato -dove i rapporti e le relazioni umane sono sempre più regolate come nelle aule dei Tribunali quando si trattano le cause di diritto di famiglia dalla monetarizzazione delle prestazioni e dell’”affetto” di plastica,- o che fanno onanismo al pc, costringe questa società dove viviamo tutti, anche i bambini, a snaturalizzarsi, a perdere la sua umanità, la sua essenza.

E siamo tutti più tristi, più poveri, più insoddisfatti e più squallidi e i bambini privi ab origine della loro splendida innocenza, parcheggiati in orfanatrofi virtuali o ingabbiati nell’incomunicabilità di persone che quando li mettono al mondo forse fanno solo sesso senza fare l’amore.