Ci spiegate dove andrà a finire la «spazzatura» nucleare?

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Sono novantamila metri cubi di rifiuti. Potrebbero riempire il palazzetto dello Sport di una città di provincia. La questione è che si tratta di «spazzatura» molto speciale: scorie prodotte dalla stagione nucleare italiana (quella chiusa con il referendum del 1987) e residui di altre attività, soprattutto medico-radiologiche. Sono tutte radioattive, ma in grado diverso: quelle più delicate, ad alta attività, occupano quindicimila metri cubi ma sono responsabili del 90% della radioattività emessa. Una buona parte è all’estero – in Francia e in Gran Bretagna ma anche in Svezia – in attesa di fare ritorno in Italia sotto forma di blocchi vetrificati.