Roma, a proposito della tassa di soggiorno

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Persiste l’ incapacità della giunta di Roma Capitale di organizzare secondo criteri di modernità ed efficienza manageriale la città di Roma.
L’aumento della tassa di soggiorno conferma questa visione, afferma Roberto Necci Presidente dell’Associazione Direttori d’Albergo del Lazio; parliamo con cognizione di causa continua il Presidente dell’Ada Lazio, i nostri manager gestiscono da anni aziende e gruppi aziendali complessi, se il Sindaco Marino avesse chiesto il nostro aiuto sono certo che liberi dai vincoli tipici della politica avremmo fornito tutta la nostra competenza nella risoluzione di problematiche di bilancio.
Alzare a questi livelli la tassa di soggiorno e’ un messaggio dannoso oltre che pericoloso visto che c’e’ in gioco l’occupazione delle aziende alberghiere.
Inoltre, continua Roberto Necci le aziende alberghiere di 5 stelle a Roma sono meno di 30 pertanto si rischia che “l’effetto mediatico dell’aumento della tassa ” e’ ancor piu allarmante alla luce dell’esiguità degli incassi che potrebbe generare.
Ancor più gravi secondo Roberto Necci, Presidente di Ada Lazio le dichiarazioni dell’assessore Marinelli, neo eletta, quindi la sua prima azione e’ stata approvare l’aumento della tassa di soggiorno, che tenta di giustificare l’aumento nei 5 stelle con la riduzione che avranno gli hotels di 3 stelle dai pernottamenti dalla quarta notte.
Questo, secondo Roberto Necci, e’ la chiara dimostrazione di scarsa conoscenza del fenomeno turistico di chi e’ deputato a gestirlo, la permanenza a Roma e di poche notti pertanto l’introduzione di tale riduzione e’ inefficace.
L’Ada Lazio e’ certa che ove si volessero risolvere definitivamente i problemi della citta’ in materia turistica , gli interlocutori non mancherebbero, probabilmente conclude Roberto Necci, e’ la voglia di migliorare da parte della componente politica a mancare.

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