Legambiente a Saline Ioniche per pianificare il futuro dell’oasi e dell’area dell’ex Liquichimica

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Reggio Calabria – Non abbassare la guardia sul futuro di Saline Joniche, spingere per la veloce acquisizione dell’area contigua all’ex Liquichimica, lanciare al più presto una conferenza di servizi che promuova un progetto di sviluppo turistico ambientale sostenibile per la splendida Oasi delle antiche saline, “Sito di Interesse Comunitario” (SIC) per l’Unione Europea, grazie al suo habitat naturale, garante della biodiversità, fortemente minacciato dal progetto di costruzione in loco di una centrale a carbone.
Sono questi i punti toccati stamattina, durante la conferenza stampa organizzata a Montebello Ionico (RC) dal Circolo Reggio Calabria Area Metropolitana di Legambiente, al termine della “tappa speciale” che ha anticipato l’inizio della decima edizione di Goletta dei Laghi, campagna nazionale dell’associazione ambientalista a tutela del prezioso e delicato ecosistema lacustre italiano. Il “perché ripartire da qui” di Legambiente è stato spiegato da Francesco Scaramozzino del circolo di Reggio Calabria, da Franco Falcone Presidente regionale e Nuccio Barillà della Segreteria nazionale, alla presenza di moltissimi rappresentanti istituzionali della zona.
Un evento di assoluta importanza, all’indomani del rinvio a novembre della decisione del Consiglio di Stato e a pochi mesi della vittoria delle associazioni ambientaliste, del coordinamento NO CARBONE dell’Area Grecanica, del Comune di Montebello Ionico e della Regione Calabria al Tar contro l’assurda decisione di costruire una centrale a carbone proprio dove prima sorgeva la già scandalosa Liquichimica, aperta e chiusa in quarantott’ore negli Anni Settanta.
Grazie soprattutto alla tenace resistenza delle popolazioni e delle istituzioni locali, si può dire quasi scongiurato – considerato che manca solo la ratifica del no della Regione Calabria in sede di Conferenza dei Servizi al Ministero dello Sviluppo Economico – l’ennesimo sopruso che stava per essere perpetrato ai danni di una vasta area e, in particolare, del prezioso ecosistema dell’Oasi naturale del Pantano di Saline, un simbolo per tutto il Meridione. Ambiente prediletto, nonostante il progressivo degrado, da numerose specie di uccelli acquatici che lo scelgono come tappa durante gli spostamenti migratori.
L’incontro pubblico di stamane, come detto, ha assunto un significato ancor più profondo, data la presenza massiccia dei sindaci e amministratori della provincia reggina, a voler dimostrare una forte unità d’intenti nel portare avanti un progetto concreto che oltre al valore in sé assume quello di simbolo e chiave di volta per un’alternativa di sviluppo sostenibile per il sito dell’ ex Liquichimica e per l’intera area grecanica.
Il messaggio che parte da Goletta dei Laghi è chiaro: l’importante vittoria ottenuta davanti al Tar non deve assolutamente far abbassare la guardia sulla vicenda carbone, ma uscendo dal pantano dell’immobilismo, va accelerato il percorso che porti alla definizione di una cabina di regia che veda protagonisti cittadini e amministratori nella definizione immediata del progetto che trasformi il Pantano di Saline Joniche in un volano di sviluppo territoriale. Utile, per la definizione del progetto, potrebbe essere l’impegno assunto nell’ occasione dai rappresentanti dell’Amministrazione Provinciale di Reggio Calabria per l’acquisizione della proprietà (attualmente privata) e un primo finanziamento per il recupero e riqualificazione del SIC. Più in generale, basterebbe prendere spunto dal Concorso internazionale d’idee espletato per la riqualificazione del waterfront di Saline, sulla scia di decine di esempi che già si vedono concretizzati da anni in Nord Europa.

Valerio Valeri