Cagliari, scafista con decreto di espulsione manda all’ospedale un Poliziotto

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“In materia di contrasto all’immigrazione clandestina ed a tutti i fenomeni criminali ad essa correlati non facciamo che subire le conseguenze di atteggiamenti buonisti e dannosi, di disposizioni contraddittorie ed a tratti incomprensibili… il sistema considerato nel suo insieme risulta così un pasticcio che neutralizza ogni pretesa di giustizia e ogni sforzo per la sicurezza, tanto che anche noi in questo contesto finiamo per ‘girare a vuoto’ e, alla fine, a rimetterci in tutto e per tutto. Esattamente come è accaduto al collega che a Cagliari è finito in ospedale per mano di quello stesso clandestino che già i suoi colleghi avevano assicurato alla giustizia mesi fa, ma che è scivolato fuori da una ‘rete’ clamorosamente ‘smagliata’, che presenta evidenti falle quanto alle contromisure ed alla certezza di una pena che continua a non concretizzarsi per motivazioni sempre più traballanti ed allarmanti. Non è più possibile consentire che ci si scrollino di dosso le responsabilità collegate alle proprie scelte ed ai propri gesti con tanta facilità, chi delinque deve pagare, e chi non può stare in Italia deve lasciare il Paese, senza se e senza ma. Invece in Italia i procedimenti seri e severi contro chi si fanno? Si fanno a carico di Poliziotti che su precisa disposizione trattengono i soggetti destinatari di provvedimenti di espulsione onde evitare che, mentre gli altri se la prendono comoda nel fine settimana godendo di giusti e sacrosanti riposi (che sfortunatamente per noi sono sempre superati dall’emergenza di turno!), intanto i clandestini che non hanno diritto di restare in Italia facciano ovviamente perdere le proprie tracce e tornino magari a delinquere allegramente. Ma così dove vogliamo andare?”.
Non nasconde sconcerto e rabbia Franco Maccari, Segretario Generale del Coisp, Sindacato Indipendente di Polizia

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