Adeguamento del vitalizio in dirittura d’arrivo grazie alla battaglia giudiziaria di Fervicredo

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“Abbiamo dovuto condurre una dura battaglia, fin dentro alle aule giudiziarie, per vedere riconosciuto un nostro diritto all’adeguamento del vitalizio ancora ‘bloccato’ dopo 13 lunghi anni. E’ scandaloso eppure è così. Ma siamo orgogliosi del risultato raggiunto e adesso tutte le Vittime del Dovere potranno beneficiarne”.
Mirko Schio, Presidente dell’Associazione Fervicredo (Feriti e Vittime della criminalità e del Dovere), annuncia così le importanti novità che a breve dovrebbero registrarsi in tema di adeguamento dell’assegno vitalizio per le Vittime del Dovere.
Dopo e soprattutto grazie alle numerosissime vittorie giudiziarie ottenute da Fervicredo, infatti, dovrebbe diventare legge il riconoscimento del nuovo importo dell’assegno vitalizio che, a fronte dei 258 euro previsti nella legge istitutiva del contributo, la 407 del 98’, nel 2003 era stato aumentato a circa il doppio, e precisamente a 500 euro mensili. “Una cosa che, sfortunatamente e vergognosamente – racconta Schio -, non è stata applicata fin qui. Tanto che Fervicredo, grazie alla straordinaria competenza e alla caparbietà dell’avvocato Luigi Elefante, si è fatta carico di promuovere decine e decine di cause davanti al Tribunale del lavoro in tutta Italia, perché i nostri iscritti ottenessero, finalmente e doverosamente, l’adeguamento del loro assegno vitalizio”.
Oltre 200 le cause già intentate, ed oltre 80 quelle vinte da Fervicredo che, ogni volta, ha ottenuto per i propri assistiti l’adeguamento del vitalizio. “E questo – spiega l’avvocato Elefante – persino in quei Tribunali dove la giurisprudenza precedente era stata di segno contrario. Penso ai Tribunali di Milano, Napoli, Ancona, Modena, Velletri e così via, dove ci siamo misurati con realtà giudiziarie nelle quali, in precedenza, chi aveva tentato la nostra strada aveva perso. Così non è stato per noi che, del resto, avevamo la certezza assoluta di avere ragione”.
“Dopo l’innalzamento dell’entità del vitalizio decisa nel 2003 – ricorda il legale -, e nonostante la creazione di un apposito tavolo tecnico in materia cui partecipò anche Fervicredo, in concreto l’erogazione del contributo non è avvenuta nella nuova misura prevista, con ovvio e grave pregiudizio per le nostre Vittime del Dovere. Un’ingiustizia intollerabile di fronte alla quale abbiamo tentato vie bonarie, per così dire, senza risultati, trovandoci costretti alla fine a ricorrere alle vie legali dove, incredibilmente, nonostante il torto pieno l’Avvocatura dello Stato ha sollevato tutta una serie di eccezioni nell’inutile tentativo di impedirci di ottenere ragione per i nostri assistiti. Ma, lo ripeto, è stato tutto inutile. Abbiamo vinto sempre e
ovunque, ed anche le cause ancora aperte vanno esattamente nella stessa direzione”.
Una cosa che non è passata inosservata come testimoniato, in uno specifico caso, dal fatto che il Ministero della Difesa ha comunicato alla Fervicredo di non volersi opporre alla richiesta di adeguamento del vitalizio del suo assistito ma, anzi, di aver chiesto un’interpretazione autentica della norma in materia che consentisse, dunque, l’erogazione della corretta cifra prevista. Alla lunga, dunque, secondo notizie che a breve dovrebbero essere ufficializzate, si dovrebbe registrare un deciso cambio di orientamento con la previsione ex lege dell’adeguamento dell’assegno vitalizio alla misura prevista nel 2003.
“Attendiamo con ansia di vedere ‘ufficializzato’ questo importante risultato – conclude Schio -, che abbiamo perseguito facendoci carico di ogni supporto economico ai nostri iscritti, ma che dobbiamo soprattutto al supporto tecnico di un professionista come l’avvocato Elefante il quale, per parte sua, ha dato dimostrazione di cosa significhi, in concreto, assolvere al dovere di solidarietà e assistenza alle Vittime del Dovere. Quelle che mai e poi mai dovrebbero aver bisogno di lottare in un tribunale per ottenere il riconoscimento di quanto dovuto ma, soprattutto, il necessario rispetto da parte di uno Stato che non può esistere solo quando si tratta di chiedere, ma che dimostra il suo valore soprattutto quando si tratta di dare a chi lo ha meritato con il massimo sacrificio”.