Caso Yara: perche’ non sono stati utilizzati i satelliti militari?

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Londra – Il caso della giovane ginnasta Yara Gambirasio ha scosso tutta la provincia di Bergamo, tutta Italia ed ha diviso l’opinione pubblica. Il primo indiziato, poi giudicato colpevole, Massimo Giuseppe Bossetti è stato condannato in primo grado all’ergastolo attraverso la prova del DNA, ma le polemiche non sono mancate.

E’ tra i casi di omicidio italiani più complessi degli ultimi anni, proprio perché nonostante sia stato trovato e giudicato colpevole Bossetti le opinioni comuni e i giudizi non si placano. Giuseppe Bossetti è davvero colpevole? La domanda ha trovato risposta secondo i giudici dando l’ergastolo a Bossetti e, se pur sembra chiuso il caso, qualcosa non torna.

Tante sono le incongruenze, tante le opinioni, tante le prove a carico dello stesso Bossetti, ma anche tante quelle che potrebbero scagionarlo. Tra queste, emerge dall’ultimo processo di luglio l’immagine satellitare che individuerebbe il corpo della giovane  ginnasta nel campo di Chignolo d’Isola ma la difesa Bossetti giudica questa immagine risalente al 24 gennaio 2011 “tarocca” perché quel “segnetto bianco” che in teoria corrisponderebbe al corpo di Yara, non corrisponde all’altezza reale della ragazza. Se così fosse, quindi, il corpo ormai morto sarebbe stato trasferito nel campo solo in un secondo momento, dunque Bossetti sarebbe ufficialmente scagionato.

Non possiamo noi, non essendo avvocati, scienziati o specialisti analizzare e dire con certezza se quanto detto o se le prove siano accreditate o meno, ma la domanda che più vogliamo faccia riflettere è: perché è stato usato un satellite commerciale e non uno militare?

Dunque forse non tutti sanno che l’Intelligence italiano possiede un arma potentissima il Cosmo-Skymed, un sistema satellitare sofisticatissimo, la cui versione militare riesce a vedere dal cielo oggetti di un metro. Allora perché non usarlo?

Perché affidarsi a satelliti locali che non potranno mai raggiungere la perfezione ma alimentare dubbi e incertezze?

Tutti hanno diritto a vivere e morire con dignità, e se è colpevole o meno Massimo Giuseppe Bossetti, non sarà l’ opinione pubblica a deciderlo, ma saranno i giudici solo se ricercheranno e avranno prove certe e sufficientemente veritiere per giudicare se quest’ uomo deve pagare o meno per questo reato.

Yara non tornerà in vita, ma merita sicuramente di morire con dignità. La dignità a questa giovane donna la si può concedere solo arrestando il vero colpevole e questo può accadere solo quando le istituzioni impareranno ad utilizzare i giusti mezzi.