Enzima della longevità: terapie anti-invecchiamento

la telomerasi agisce producendo sequenze ripetute di piccoli segmenti di Dna

0
234

Svelato il segreto dell’enzima della longevità, la telomerasi: agisce producendo sequenze ripetute di piccoli segmenti di Dna di sei lettere alle estremità dei cromosomi. Questo meccanismo, descritto sull’Embo Journal, potrebbe diventare il bersaglio di una nuova generazione di farmaci anti-invecchiamento.

Coordinati da Julian Chen, i ricercatori dell’Arizona State University hanno individuato un segnale di pausa dell’enzima, come un freno a mano inserito, che impedisce alla telomerasi di aggiungere sequenze ripetute all’infinito.

Ogni cellula può dividersi solo un numero limitato, anche se considerevole, di volte: la loro longevità è legata alla lunghezza dell’estremità dei cromosomi, chiamate telomeri. Queste regioni sono protette da speciali cappucci, formati da brevi sequenze ripetute di Dna che si accorciano dopo ogni divisione cellulare. Un processo che funziona come un orologio interno, una sorta di conto alla rovescia per le cellule fino al punto in cui le estremità dei cromosomi restano ‘nude’, innescando una serie di destabilizzazioni del Dna che portano alla morte cellulare.

È a questo livello che entra in gioco l’enzima della longevità. Il conto alla rovescia può essere, infatti, rallentato grazie alla telomerasi, che aggiunge alcune delle sequenze ripetute di Dna perdute dai telomeri. In questo modo, si può allungare la vita media delle cellule, e in teoria quella dell’intero organismo.

Per Chen “trovare un modo per togliere il freno alla telomerasi potrebbe invertire il processo di invecchiamento cellulare”. Ma occorre fare molta attenzione, mettono in guardia gli studiosi, perché nelle cellule tumorali questo enzima può diventare un alleato pericoloso, rendendole potenzialmente immortali.