I Poliziotti veneziani dovranno utilizzare i taxi acquei per effettuare

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Incredibile che si sia arrivati a tanto. Nella recente riunione con i Sindacati di Polizia, il Questore di Venezia, dott. Vito Danilo Gagliardi, ha comunicato che i Poliziotti di pattuglia dovranno utilizzare i taxi acquei per effettuare gli interventi di soccorso, anche precettando i conducenti/proprietari. Infatti ci hanno fatto sapere che i taxi destinati a tale scopo, saranno soggetti ad una estrazione in base al loro numero di licenza ed assumendo lo status giuridico di “Naviglio Ausiliario dello Stato Italiano”, non potranno sottrarsi a tale obbligo. Tutto trae origine dalla mancanza di “comandanti costieri della Polizia” a causa delle mancate assunzioni ormai ferme da anni e la mancanza totale di corsi professionali per la formazione di personale specializzato nella conduzione delle imbarcazioni. A dare manforte in questo scellerato progetto, l’accelerazione impressa dal Governo uscente, prima dell’insediamento della nuova squadra di governo, con l’applicazione del cosiddetto decreto Madia, che prevede la chiusura su tutto il territorio nazionale delle Squadre Nautiche della Polizia di Stato. Sulle barche dei servizi di emergenza, a differenza dei taxi, serve chi le guida e chi le manovra: è sotto gli occhi di tutti da sempre. Invece a Roma (e da domani a Venezia) pensano che bastino meno persone, come se fino ad oggi i servizi di soccorso pubblico in laguna non fossero stati regolati da norme ultratrentennali ed esperienze che, purtroppo, sono state anche tragiche. Ricapitoliamo: i taxi a Venezia sono un sistema di trasporto privato ed ovviamente costano un bel po’, le barche richiedono molta manutenzione, il gasolio costa, le licenze pure, eccetera. E quindi? Chi pagherà questi trasporti? Non di certo i Poliziotti di tasca propria e sospettiamo nemmeno il Questore lagunare pro tempore Gagliardi…? Ed ecco la genialata per far quadrare il bilancio: saranno chiamati a concorrere i cittadini del territorio veneziano che, come già anticipato dal Sindaco Brugnaro, contribuiranno con una tassa “una tantum” per dare concretezza al nuovo progetto “Volanti Lagunari radiotaxi”. Gli introiti serviranno anche per coprire le spese per l’adeguamento dei taxi acquei con la nuova livrea bianca e azzurra, i dispositivi lampeggianti e sirena da installare e l’acquisto delle pistole “taser subacque”, uniche nel genere ed utilizzabili solo a Venezia. Secondo questo attuale Questore le Volanti lagunari ed i taxi sono la stessa cosa: glielo abbiamo spiegato a lui ed a quelli di Roma, ma niente da fare, non capiscono …. o forse c’è dell’altro. Abbiamo capito che in realtà a Roma pensano che se i Poliziotti veneziani possono andare in taxi, potranno farlo anche nelle altre città italiane: a Palermo, Napoli, Cagliari … tutti a piedi e se serve precipitarsi per un omicidio, prendere un taxi! E se fossero occupati? Correre alla bersagliera? Questa scandalosa sperimentazione partirà domani, di tutta fretta, adesso che non c’è nemmeno un Governo ed a Roma sanno bene che non possiamo protestare …. il 1° Aprile segnerà una data nefasta per Venezia e per tutta la Polizia! Poliziotti a piedi alla ricerca di un taxi per andare di corsa su una rapina! Ci arrendiamo alla follia o ci affidiamo ai miracoli: cammineremo sulle acque o moltiplicheremo i taxi ed i pesci?
Non sappiamo a che santo votarci per far capire che a Venezia la sicurezza dei Poliziotti e dei cittadini non può essere affidata a chi sembra un pesce fuor d’acqua, non sapendo, appunto, che pesci pigliare. No ai taxi, si alle Volanti veraci! Il Coisp di Venezia non starà a guardare questo scempio della sicurezza dei colleghi e dei cittadini.