Italia, un futuro tragico dal punto di vista demografico

La nostra popolazione è destinata ad una diminuzione molto più rapida del previsto

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Fino al termine del 2017 la popolazione italiana ha oscillato intorno ai 60,6 milioni di abitanti, ma in prospettiva futura questi dati potrebbero presentare dei netti peggioramenti proprio dal punto di vista demografico.  Secondo lo scenario mediano la popolazione residente potrebbe scendere intorno ai 59 milioni nel 2045 e nei successivi 20 anni potrebbe arrivare addirittura sui 54,1 milioni.

Purtroppo ci sono grandi probabilità che in futuro questi dati si concretizzino, poiché secondo quanto riportato dall’Istat, esiste solamente  il 9% di possibilità che la popolazione possa aumentare da qui al 2065. Al sud la situazione potrebbe tendere a diventare ancora più critica, poiché se nei primi 20 anni il nord Italia dovrebbe rimanere con un bilancio più o meno positivo per poi andare in declino nella fase successiva, dal mezzogiorno in giù si parte già da adesso con una costante discesa.

Il sud Italia rappresenta quindi il peggior campanello d’allarme nel nostro Paese, poiché gli abitanti che si spostano dal sud al nord equivalgono già adesso al 66% della popolazione, con un progressivo aumento che negli anni potrebbe far salire questa percentuale al 77%. Eseguendo lo stesso ragionamento all’inverso possiamo osservare che sono molti di meno i cittadini del nord che si spostano al sud, ovvero il 34%, ma successivamente questa cifra dovrebbe scendere intorno al 29%.

I decessi saranno destinati a superare di gran lunga le nascite e in pochi anni il saldo naturale della popolazione potrebbe ammontare a -200mila, per poi arrivare a -300mila andando ancora più avanti nel tempo. L’unico dato positivo è dettato dalla sopravvivenza che passerebbe dagli 86,1 anni ai 90,2 anni considerando entrambi i sessi.

Tutto ciò porta ad un età media che sarà destinata ad aumentare con il passare del tempo. Se da un lato la nostra Italia viene spesso definita un “Paese per vecchi”, probabilmente non abbiamo ancora visto nulla. A rendere ancor più negativi questi dati è il flusso migratorio degli italiani che si spostano all’estero, non a caso già a partire dal 2016 gli abitanti che hanno abbandonato lo stivale sono stati ben 124mila.

Sembrerebbe che l’Italia non rappresenterebbe il posto dei sogni dei suoi abitanti, che spesso per motivi legati alla carriera o da altri fattori tendono a volersi realizzare e a sfruttare le loro capacità all’interno di altri paesi. In questo modo la nostra terra vede sfuggire i migliori uomini che vengono messi a disposizione dei paesi leader a livello europeo e mondiale, fornendogli un potenziale maggiore di quello che già hanno e contribuendo alla diminuzione del nostro, dando ulteriore vita al classico fenomeno che noi tutti definiamo fuga di cervelli.

 

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