Sicurezza nelle discoteche: l’attenzione italiana solo quando “ci scappa il morto”

Popolo di oratori che fanno gli spettatori passivi

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La cultura legata alle serate in discoteca ha avuto modo di farci vedere nel tempo l’ignoranza generale che circola all’interno di questi luoghi. Spesso e volentieri abbiamo a che fare con proprietari che possiedono giri d’affari non proprio legali, preoccupandosi ben poco dei debiti accumulati e proprio per questo motivo destinati a scomparire per dare spazio a nuovi gestori nel giro di pochi mesi.

Questo può essere solamente un banale esempio per descrivere tutte le irregolarità che troviamo all’interno di questo sistema. Buttafuori non idonei a svolgere tale ruolo, la donna che entra gratis e l’uomo che paga, l’attitudine a vendere alcool scadente con una cifra doppia rispetto all’acquisto iniziale. La realtà è che viviamo in un mondo composto di valori e sistemi sbagliati, dove se non segui delle determinate ideologie, anche se errate, sei fuori da un cerchia che in realtà non fa altro che creare danni, attirare le masse e giungere a conseguenze catastrofiche.

L’uomo per la paura di non rimanere da solo è portato a integrarsi con un sistema pur riconoscendo che questo è sbagliato, condannando a morte la sua personalità di singolo individuo e diventando di conseguenza “parte del branco”. Inviterei tutti a liberarsi di questa prigione, in modo da riuscire a tirar fuori la vera personalità che ci appartiene, diventando ciò che siamo e non ciò che gli altri vogliono farci diventare.

Sistemi basati intorno ai soldi e alle donne, come i temi che troviamo nei brani di “Sfera Ebbasta”. Il vero ideale non è essere attraenti se si ascolta un determinato tipo di musica, perché essere originali non vuol dire cercare determinati estremismi che poi si tramutano in tragedie. La domanda che tutti ci poniamo per quanto successo ad Ancona è una sola: Perché? Questi nuovi “trap boy” con la loro musica hanno diffuso ideali basati interamente sulla violenza, hanno reso i giovani malati e vuoti, così tanto da arrivare a fare delle sciocchezze che ormai sono considerate normali e all’ordine del giorno.

Chiaramente l’artista in questione non ha colpe per quanto accaduto, poiché non è stato lui a compiere il gesto, ma se c’è una responsabilità che questi nuovi “show man” hanno è sicuramente quella di diffondere ideali sbagliati, che poi si tramutano in violenza e diventano stragi. Sfera Ebbasta in questo caso è stato solamente vittima dei messaggi che ha mandato nei suoi brani, ma la vera tragedia è data da questioni che ormai da anni fanno parte del mondo delle discoteche, tanto che se ne potrebbe riempire una intera se la trasformassimo in un cimitero di vittime cadute in questo contesto.

Come fare a sapere che dietro questi luoghi pubblici c’è un sistema basato su un giro di mafia, soldi sporchi, delinquenti, luoghi non a norma che contengono il triplo delle persone che dovrebbero avere e allo stesso tempo ballare “Despacito” come se tutti questi problemi non ci riguardassero? Quando ho appreso la notizia di Ancona non sono rimasto per niente stupito, poiché si tratta della classica tragedia dove tutti per un attimo si fermano a discuterne, parlarne e tirare fuori le classiche “frasi fatte” tramite dialoghi comuni e social.

Il problema è che tutto questo finisce con il passare del tempo nel dimenticatoio, lasciando spazio alla solita quotidianità e a successive tragedie, perché l’uomo è fatto per sbagliare e nel corso della storia ha sempre ripetuto i medesimi errori, motivo per cui ci saranno ancora morti in discoteca, ci saranno ancora attentati e ci saranno tragedie dove tutti ci spremeremo le meningi per cercare di essere originali nell’affermare pubblicamente le nostre correnti di pensiero che equivalgono a film già visti, fino a quando il prossimo weekend le discoteche non saranno nuovamente piene.

Tutti non facciamo altro che riempire i social parlando di quest’ultima tragedia, ma nessuno vuole accettare che è il caso di prendere le distanze da questi luoghi, che l’amore non si incontra per forza in discoteca, che la canzone giusta può andare bene anche se ci si ritrova con quattro amici e si ha la possibilità di scambiare due parole invece di essere obbligati a gridare. Forse sarà allora che le discoteche smetteranno di riempirsi le tasche con i nostri soldi. La verità è che ad Ancona c’eravamo tutti e siamo tutti responsabili di quello che è successo, partendo dal sovrano più furbo che ci sottrae il denaro, per poi andare alla massa non pensante, la stessa che ha calpestato le 6 vittime per colpa di un genio e del suo spray, che si raduna e crea più danni di un infame.

Non voglio invitare tutti ad isolarsi e non partecipare più ad eventi particolari perché significherebbe rinunciare a vivere, ma in quanto persone siamo perfettamente in grado di riconoscere cosa può tutelare la nostra sicurezza, ma nonostante questo ci manca la personalità giusta per farlo. Il problema è che quello che fanno tutti non è sempre giusto e sopratutto non è una legge.