Coronavirus, il dubbio tra lockdown mirati e chiusura totale: trasporti e scuole gli aspetti più critici

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I prossimi giorni da qui a domenica potrebbero risultare decisivi per riuscire ad avere delle risposte concrete sul trend della pandemia e il monitoraggio settimanale, dati che potrebbero portare il governo a tenere in considerazione delle decisioni sugli eventuali provvedimenti da prendere dopo i numeri tragici di ieri, che hanno visto ben 7332 nuovi casi. 
Dopo aver ricavato ulteriori informazioni il governo dovrà scegliere se sostenere dei lockdown mirati nelle regioni più colpite, che al momento risultano essere Lombardia e Campania, oppure se chiudere nuovamente tutto il territorio italiano senza distinzione. Fino a qualche giorno fa il premier Giuseppe Conte aveva totalmente escluso la possibilità di mettere in pratica un nuovo lockdown valevole per tutta l’Italia, ma nella giornata di ieri sembrerebbe ci sia stato un passo indietro e adesso i dubbi a riguardo aumentano.
Diverse province della Lombardia in questo momento stanno già ipotizzando la chiusura totale della regione, mentre in Campania la situazione non è sicuramente migliore, poiché la differenza tra positivi giornalieri e guariti sta per toccare quota 800, cifra che secondo Vincenzo De Luca, presidente della regione Campania, dovrebbe essere indicativa per quanto riguarda la scelta di imporre un nuovo lockdown senza alcuna remora.
Intanto il terreno su cui si sta mantenendo alta la tensione è quello dei trasporti, inevitabilmente collegabile con il capitolo scuola, dove si sta pensando di far sostenere ingressi scaglionati in classe per fare in modo di allentare la pressione sui mezzi di trasporto, dove inevitabilmente non si riescono ad evitare assembramenti e l’affluenza è sempre stabile all’80%.
L’eventuale soluzione viene vista nell’obiettivo di scadenzare l’entrata dalle 8 alle 11 per riuscire a dare respiro a città come Torino, Milano, Roma o Napoli che da questo punto di vista sono i luoghi che soffrono maggiormente questo problema. Tuttavia Lucia Azzolina, Ministro dell’Istruzione, non è d’accordo su queste tempistiche e starebbe spingendo per limitare la fascia di ingresso in tre soluzioni, ovvero 8, 8:30 e 9.

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