A un anno dalla partenza di Italo Bolano

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Il 17 settembre 2020, dopo una lunga e dolorosa malattia, a 83 anni si spegneva Italo Bolano, uno degli artisti più eclettici e fecondi che ha percorso il nostro tempo a cavallo tra due secoli. Ora le sue ceneri riposano nel cimitero monumentale di Portoferraio in attesa di essere riportate all’interno del suo Giardino dell’Arte a San Martino da lui creato in oltre 50 anni di lavoro, appena sarà possibile.

Italo era originario di Portoferraio, nato e cresciuto sul porto. Dall’Isola, che lui chiamava “madre, la mia madre cosmica” e dal mare, che lui chiamava “padre” Italo traeva la forza e l’emozione dei suoi colori e delle forme che riproduceva sulla tela, sulla carta con le trasparenze sue tipiche ma anche nella pittura su ceramica, che gli aveva consentito di riprodurre le sue opere su materiali che potevano resistere all’acqua e al sole, immersi nella natura.

Su un terreno di 10.000 metri quadri, ex vigna del padre abbandonata per la crisi dell’agricoltura, Bolano nel 1964 dava vita ad un International Art Center, poi divenuto Open Air Museum, dove negli anni ha collocato trenta opere in ceramica monumentale, ma anche acciai e opere in acciaio e vetro dallas.

Altre 20 opere sparse sui 7 Comuni dell’Isola costituiscono il Museo Diffuso Elba e ricordano fatti, personaggi e natura di questa incomparabile Isola.

Bolano è stato un artista molto produttivo, ha realizzato centinaia di opere che si trovano in collezioni private e pubbliche in tutta Europa e anche all’estero. Basti ricordare le recenti mostre in Cina e a Dubai.

Gran parte delle opere monumentali sono state frutto del suo lavoro manuale, con pochissimi aiuti sia materiali che economici.

Lui soleva dire che nella sua vita aveva fatto tre lavori: il muratore, l’artista e l’insegnante.

Per 40 anni infatti aveva insegnato disegno e storia dell’arte in tutta la Toscana e aveva concluso gli ultimi 20 anni di insegnamento nella città di Prato che egli aveva scelto come sua seconda residenza per il fermento culturale e produttivo che aveva intuito negli anni 80.

In particolare egli ha insegnato per 20 anni al Liceo Copernico dove un numero enorme di allievi che lo hanno avuto come insegnante ne hanno apprezzato e riconosciuto le sue doti di educatore e “maestro di vita”. Sulla sua tomba è scritto infatti “Artista e Maestro di vita”.

A Prato, ove ha realizzato la sua abitazione al quarto piano che ricorda mare e barche, Bolano ha allestito il suo Studio, in via Fra Bartolomeo 57, a pochi metri dalla piazza San Marco e dal Monumento di Henry Moore.

Durante l’assegnazione del premio Brignetti, nella serata d’onore del 5 settembre scorso, il prof. Brandani mi ha fatto l’onore di assegnarmi il premio “Elbana dell’anno” per la mia vita svolta accanto a questo artista, figlio e vanto del nostro paese, supportandolo ed organizzando le sue attività.

Non è per falsa modestia che dico di non avere nessun merito se non quello di aver amato Italo Bolano, come uomo e come artista e averne condiviso una parte della vita, l’ultima, che mi ha permesso di apprezzare ancora di più la sua espressività artistica e i suoi progetti per l’Arte, per la Cultura e per il bello nella sua amata Isola.

Per questo in questi 12 mesi dalla sua “partenza” ho dato vita alla FONDAZIONE ITALO BOLANO che avrà il riconoscimento della Regione a breve.

Questa fondazione avrà lo scopo di organizzare, gestire, tutelare e incrementare le opere realizzate dall’artista sull’Isola d’Elba e fuori di essa, nonché diffondere la conoscenza dell’artista stesso, diffondere la conoscenza dell’Arte anche creando una collaborazione tra le varie forze culturali, economiche e imprenditoriali presenti sul territorio.

I suoi obiettivi principali sono: (come da atto costitutivo)

– Riorganizzare e gestire il Museo all’aperto “Open Air Museum” realizzato da Italo Bolano nel 1964 con il primo nome di “International Art Center” (oggi sezione culturale del Museo) proseguendo, quindi, nell’opera dell’artista di costruire un progetto di valorizzazione culturale, scientifica ed artistica dell’area museale. A tal fine la Fondazione si prefigge anche lo scopo di redigere un Progetto di ristrutturazione urbanistica, con l’intento di mantenere e incrementare l’originario rapporto tra Arte e Natura.

– Promuovere laboratori di pittura e di ceramica nella sezione culturale dell’Open Air Museum;
– Promuovere mostre, conferenze, borse di studio nel campo dell’arte, proiezioni, concerti, spettacoli teatrali, seminari ed ogni altra attività culturale che valorizzi il ruolo dell’Open Air Museum come luogo di aggregazione per artisti di ogni parte del mondo e come centro culturale sviluppando in particolare la conoscenza dell’arte moderna e contemporanea soprattutto tra il pubblico dei giovani e tra le scuole, non tralasciando anche le attività di artigianato artistico.

– Organizzare e garantire l’apertura al pubblico del Museo, almeno durante il periodo estivo, anche avvalendosi della collaborazione volontaria di studenti e artisti

– Assicurare la manutenzione e la permanenza delle opere monumentali dell’artista nell’Isola e fuori di essa mediante contatti con le Amministrazioni  proprietarie delle opere stesse

– Vigilare sul Museo d’Arte Moderna Italo Bolano costituito in Portoferraio nel  2017 con una prima sezione ceramica presso il Forte Falcone (e successivamente completato nel 2018)  mediante la donazione di 38 opere ceramiche del Maestro Bolano al Comune di Portoferraio e incrementare detto Museo mediante altre eventuali donazioni subordinate al reperimento di idonei spazi.

– Ristrutturare e aprire al pubblico l’atelier-studio di Italo Bolano a Prato destinandolo a visite, laboratori d’arte, conferenze e quant’altro sia attuabile anche mediante la collaborazione e partecipazione delle forze associative e culturali del territorio.

A tal fine abbiamo nominato la dott.sa Erica Romano, Storica dell’arte, quale curatrice di questo che diventerà un “Open Studio“, un luogo aperto ad incontri sull’arte, dove artisti giovani  potranno far conoscere il loro operato e confrontarsi tra di loro e dove artisti affermati coevi con lui potranno far conoscere i vari linguaggi dell’arte” come ha recentemente affermato la ricercatrice.

La dott.sa Romano si avvarrà anche della collaborazione dell’associazione Forme che opera sul territorio pratese e fiorentino assieme a Silvia Bellotti per l’organizzazione delle attività che dovrebbero iniziare nella primavera.

E’ già in fase avanzata un progetto di completa ristrutturazione urbanistica del Museo Open Air di San Martino a cura dell’arch. Giampiero Gabelli di Firenze, per realizzare il quale attraverso la Fondazione mi muoverò alla ricerca di fondi della Comunità Europea e del Ministero.

Su una vecchia lapide al Museo di San Martino, all’Isola d’Elba si legge:

“Un luogo dove artisti e pubblico posso incontrarsi, discutere, lavorare, dove tutti possono organizzare manifestazioni culturali comprese quelle teatrali. E’ un luogo inoltre dove l’uomo, avendo conosciuto i suoi limiti, cerca l’incontro con i suoi simili e, meditando sulla natura e sull’arte, può iniziarsi alla conoscenza”.

Questi gli scopi di Italo Bolano scritti nel 1967 ma che aveva già attuato dal 1964 anno della fondazione del primo centro.

Questo il “manifesto” che ho voluto come filo conduttore delle iniziative della Fondazione all’Isola d’Elba e a Prato.

Per questo, come ho avuto modo già di affermare pubblicamente, mi impegno per ora e per il futuro a profondere tutte le mie energie per portare a conclusione i progetti di Italo che porteranno lustro e riconoscimento a quest’ Isola, già bella e ricca per i suoi doni naturali ma che potrà balzare ancor più agli occhi del mondo per il Centro d’Arte che ho intenzione di completare.

Credo che questo sia il miglior modo per ricordare Italo ad un anno dalla sua “partenza”.

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