Caro Direttore

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Desideriamo con la presente portare alla Sua cortese attenzione la grave situazione in cui versa la società SuperJet International Spa, con sede a Venezia – Tessera, ridotta addirittura alla impossibilità di pagare gli stipendi ai dipendenti pur avendo liquidità sui conti correnti bancari.

SuperJet International S.p.A. è costituita ed operante in Italia sin dal 2007 nel settore della produzione, allestimento e servizi di manutenzione di velivoli ad uso civile. Attualmente ha 145 dipendenti in Italia, oltre a 20 dipendenti presso i propri uffici di Mosca. Considerato l’indotto, dalla nostra Società si stima dipendano circa 200 famiglie di lavoratori e collaboratori, quasi tutti italiani.

Sotto il profilo della compagine sociale, la società di diritto russo “PJSC United Aircraft Corporation” (UAC), indirettamente, detiene il 90% della nostra Società, che tuttavia è costituita come “indipendente”. Autorevoli pareri legali sostengono che SuperJet International SpA non possa essere considerata sanzionabile dalle misure restrittive recentemente emesse contro la Russia e contro varie entità russe (tra cui UAC).

Riteniamo importante sottolineare come SuperJet International rifugga categoricamente da qualsiasi atto di forza, sopraffazione e guerra, e come per anni si sia sempre e solo occupata di aviazione civile.

Comprendiamo altresì l’approccio dell’Unione Europea che, attraverso una serie di sanzioni economiche, intende sollecitare la Russia a perseguire una via diplomatica finalizzata al raggiungimento della pace.

Per contro, però, dobbiamo segnalare come l’erronea applicazione di alcune sanzioni, nonché l’applicazione derivante da interpretazioni eccessivamente restrittive, ed alcuni eventi indiretti, stiano causando una gravissima situazione per la nostra società, e per tutti i suoi lavoratori, generando inevitabili conseguenze sulla continuità aziendale.

In pochi giorni la nostra situazione economico-finanziaria è drammaticamente mutata. Per l’anno in corso, il budget della nostra Società prevedeva incassi per circa 180 milioni di euro, tutti esigibili da società russe, ed ora bloccati dalle sanzioni. Per di più, l’impossibilità a proseguire i rapporti commerciali e finanziari con Enti russi sta generando la necessità di dover versare allo Stato Italiano fino a decine di milioni di euro in IVA e dazi, in una situazione determinata proprio da leggi implementate dalla Stato. Inutile dire che tali versamenti non sarebbero stati dovuti in condizioni normali senza l’applicazione delle sanzioni, e questo rappresenta un effetto quantomeno distorto dell’applicazione delle sanzioni: non si può credere che lo Stato italiano possa trarre vantaggio dall’implementazione dell’apparato sanzionatorio (incassando maggiore IVA e dazi), mentre una società italiana ed i suoi lavoratori ne subiscono i danni perché la società deve pagare maggiore IVA e dazi, peraltro in una situazione di profonda crisi di mercato.  

Ultimo evento, per noi inammissibile, è stato il congelamento dei conti correnti bancari della nostra Società, comunicato solo verbalmente dagli istituti lo scorso 25 marzo e immediatamente concretamente attuato. Congelamento che non viene risolto neppure a fronte di opinioni legali autorevoli, che spiegano perché l’azione sia illegittima e, per di più, neppure ricorrendo al Comitato di Sicurezza Finanziaria che non sta rispondendo in tempi rapidi nella complessità delle normative sanzionatorie.

Già fortemente impattate dalla crisi derivante dalla pandemia COVID-19, che ha prodotto effetti devastanti sul trasporto aereo europeo e mondiale, le nostre attività rischiano ora di essere messe in serio dubbio da questo ulteriore problema.

Coadiuvati dalle parti sociali, abbiamo da poco concluso l’urgente e gravoso percorso che ha portato alla messa in Cassa Integrazione Guadagni Straordinaria con causale Contratto di Solidarietà, i nostri dipendenti.

Con i conti correnti bancari illegittimamente bloccati, la Società non sarà neppure in grado di pagare gli stipendi e le tasse dovute nel mese di aprile.

Il silenzio assordante da parte delle Autorità competenti alle domande di varie aziende, che giustamente pretendono una corretta applicazione delle sanzioni, ed i ritardi nel definire norme applicative delle sanzioni che non debbono colpire, o possano ristorare, aziende che nulla hanno a vedere con la guerra in Ucraina, sono eticamente inaccettabili quando molte famiglie non riescono più neppure a ricevere gli stipendi.

Pur rendendoci conto che le difficoltà di SuperJet International e delle famiglie che su di essa contano per vivere sono ben poca cosa rispetto a tragici eventi come la guerra, non possiamo comunque assistere inermi ed inattivi alla involontaria distruzione di una società e delle possibilità economiche di molte famiglie. E’ con questo spirito, e con il desiderio di aiutare tanti colleghi e dipendenti, che ci rivolgiamo a Lei perché possa indirizzare gli Enti competenti a risolvere queste profonde distorsioni generate dalle sanzioni ma che nulla hanno a che fare con il fermare una guerra.

Rimanendo a totale disposizione per eventuali ulteriori informazioni e dettagli, certi che Lei non vorrà rimanere inerte a questa forte richiesta di aiuto,

porgiamo distinti saluti.

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