A margine di “Il fiore del male” di Carlo Bonini il Coisp “E’ inopportuno dare voce a assassini come Vallanzasca”

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Courmayeur – E‘ vero ciò che scrive Carlo Bonini su Renato Vallanzasca “era un bandito e il bandito sapeva fare”. Ma il nostro consenso si ferma quì, perché, ci consenta Carlo Bonini, per ognuno di noi, cristianamente, sulla faccia della terra c’è un destino ed una collocazione e se il destino di un uomo è quello di un bandito, che semina morte e dolore, allora la sua destinazione su questa terra non può essere che quella del carcere. La punizione morale ognuno la sconterà davanti a Dio, quella umana deve essere scontata di fronte ad altri uomini. E tutto questo assume una dimensione ancor peggiore se, sempre come scrive Bonini, ci si trova davanti a una personalità forte e intelligente come lui definisce Renato Vallanzasca, significa aver disperso i doni che il Signore o più semplicemente la natura ha dato a qualcuno piuttosto che a qualcun altro, e chi fa questo non merita di stare in mezzo a chi, a costo di grossi sacrifici, tenta di migliorarsi. Il COISP – il Sindacato Indipendente di Polizia –  condanna, senza volersi sostituire al giudizio divino ma dando una dimensione alla giustizia umana, tutte quelle manifestazioni in cui assassini e delinquenti hanno un palcoscenico che alle loro vittime è precluso.