Minorenni in vendita

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Iana Matei non ha avuto una vita facile. Costretta a lasciare la Romania durante gli ultimi mesi del regime comunista, si è specializzata in sociologia in Australia, dove ha cominciato a occuparsi dei ragazzi di strada attraverso un’organizzazione da lei fondata, e quando finalmente è potuta rientrare in patria ha cercato, senza finanziamenti e fra mille difficoltà, di continuare il suo lavoro. Un giorno ha ricevuto una telefonata da un poliziotto: “Non sappiamo che fare di tre ragazze che abbiamo tolto dal marciapiede”. Si trattava di tre ragazzine di tredici-quattordici anni, infreddolite e affamate. Erano state vendute da uno zingaro ed ora erano costrette a prostituirsi. “Non sapevo che fare né dove portarle, da me non c’era posto. Così hanno trascorso la notte in ospedale. Intanto riflettevo su una possibile soluzione”. Il giorno dopo Iana ha affittato un appartamento a Pitesti dove si è trasferita con le ragazze. Nel frattempo ha cominciato a organizzare progetti, per raccogliere fondi. Poi l’Organizzazione internazionale per le migrazioni (Oim) l’ha contattata per dirle che c’erano altre ragazze che avevano bisogno di un tetto, almeno per il tempo necessario a rimettersi in piedi: bosniache, macedoni e albanesi maltrattate e abusate. Così Iana ha deciso di affittare un altro appartamento.

* Minorenni in vendita * di Iana Matei (Ed. Corbaccio, trad. di Valeria Galassi, pp. 240, euro 16,60).

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