Firenze, la presentazione di ‘Ad limina Coelorum’ di Madre Cristina

0
351

Londra – Un volume che raccoglie inni sacri scritti da Cristina di Gesù Crocifisso, alcuni tradotti in greco liturgico alla maniera bizantina da Mauro Agosto e altri in latino da Tuomo Pekkanen. L’ultima tappa, prima del mistico «stato unitivo dell’anima con Dio», del suo Viaggio Santo, iniziato trent’anni fa, che l’ha portata a vivere in un eremo ai piedi del Monte del Carmelo a Potenza.
E’ il libro ‘Ad limina Coelorum’ di Madre Cristina (Edizioni Feeria, Comunità di San Leolino 2012) che viene presentato giovedì 14 marzo, alle 17, nella Sala del Cenacolo di Santa Croce a Firenze (piazza Santa Croce 16), al cospetto dell’autrice, in un incontro in cui, dopo il saluto del Rettore della Basilica Padre Antonio di Marcantonio e della presidente della Fondazione il Fiore Maria Giuseppina Caramella, interverranno oltre agli autori delle traduzioni in greco e latino sopra citati, Carmelo Mezzasalma, Superiore della Comunità di San Leolino e docente di Letteratura poetica e drammatica, e Timothy Verdon, direttore dell’Ufficio Arte sacra e Beni culturali ecclesiastici dell’Arcidiocesi di Firenze nonché storico dell’arte. L’ingresso è libero.
Durante la presentazione sarà Cristina di Gesù Crocifisso stessa a leggere parte dei suoi inni, che verranno poi declamati anche in latino da Tuomo Pekkanen, professore di Lingua Latina all’Università di Helsinki e dal 1989 redattore dei Nuntii Latini della Radio finlandese, e letti e cantati in greco da Mauro Agosto, professore di Lingua Latina presso la Pontificia Università Lateranense e specialista anche in filologia musicale bizantina. Madre Cristina, «laureata in pedagogia con indirizzo filosofico, poeta sacro, innografo, omileta, scrittore di Filotee, esegeta ed ermeneuta delle Sacre Scritture, saggista», ha pubblicato trentatré libri e molti articoli su riviste e quotidiani nazionali ed esteri e ha ricevuto oltre cento premi. Vive in un eremo ai piedi del Sacro Monte del Carmelo e del castello federiciano di Lagopesole, luogo elettivo presso il quale ha elevato per grazia un santuario, consacrato e dedicato al Divin Crocifisso il 14 settembre 2001, meta di pellegrini, giardino di ascesi, di incontro, di silenzio elianico. Il 13 dicembre 2005, per mano di Mons. Agostino Superbo, Arcivescovo metropolita di Potenza – Muro Lucano – Marsico Nuovo, si è consacrata.
«In “Ad limina coelorum” – scrive Madre Cristina – l’anima – udito il comando del Padre, sostenuta dal Figlio, fecondata dallo Spirito, passata per gradi, stati e stadi in numero di quaranta, incontrata la Bellezza, che è Dio, ed esplicitata attraverso le Arti (Inno Sacro, Canto gregoriano, Canto bizantino, lingue bibliche e dei Padri, miniatura, icona) – giunge sulla soglia del Paradiso, Citta di Dio, Mirabile Hierusalem. Dodici le porte e, accanto a ognuna, un angelo e un apostolo; e, su ognuna, una perla e una nota musicale. L’anima bussa ad ogni porta, canta un inno epicletico e di lode, chiede di entrare per godere l’unione mistica con Dio».
Come spiegato nell’introduzione del libro da Mauro Agosto, «questo volume è la tappa di un lungo e articolato cammino interiore che ha condotto negli anni l’autrice attraverso una sorta di ascesi letteraria e mistica insieme» e nei versi di Cristina di Gesù Crocifisso «il lavoro sulla parola non nasconde, anzi esalta e comunica potentemente l’intenso, assiduo lavoro di ricerca del Sé più autentico. I suoi inni traducono l’esperienza spirituale in linguaggio carico di reminiscenze biblico-liturgiche e rimandano al Cristianesimo dei primi secoli».
Il libro è una indagine incentrata su tre temi o figure fondamentali, come emerge anche nel postludium di Mezzasalma: gli angeli, la porta della fede, la scala verso la contemplazione di Dio. E, osserva nella prefazione Antonio Paolucci, ex ministro ora direttore dei Musei Vaticani, «Cristina conosce e sa usare lo splendore “sciamanico” delle parole, quelle nuove prodotte nel suo laboratorio poetico, quelle antiche tratte dalle Scritture e dalla innografia greca e latina. Sa che le parole trasfigurano e “transumanano”, ci trasformano e possono portarci al di là della nostra umana condizione».
L’appuntamento, organizzato da Fondazione il Fiore insieme a Opera di Santa Croce e Studio Teologico per laici di Santa Croce, rientra nelle iniziative che da tradizione la fondazione organizza in occasione delle festività pasquali.

Lascia un commento