Eurasia. Un Progetto Di Valorizzazione Culturale In Atto.

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Bologna – In un mondo plurale e variegato come quello odierno, il dialogo interculturale è una componente essenziale per la vita di una nazione. Il mondo anglosassone ha insegnato a noi occidentali l’arte dell’integrazione, che non è solo accettazione passiva del “migrante”, ma è un arricchimento reciproco che coinvolge tutti i campi del sapere umano (letteratura, arte, cucina, sport e via dicendo). Eurasia è un’associazione culturale che nasce nel maggio del 2015 dall’iniziativa di 6 ragazzi, cinque di origine italiana e una di origine azera, fedeli a questo dettame e desiderosi di mettere in contatto due sistemi culturali e due nazioni solitamente lontani: Italia e Azerbaijan.

L’idea ha origine, potremmo dire, in loco, e matura nella mente di Edoardo Panichi, attuale presidente di Eurasia, dopo il suo secondo viaggio in terra azera. Folgorato dalla bellezza e dalla particolarità dell’Azerbaijan, Edoardo si consulta con Gulnur Aliyeva, oggi vice presidente, e insieme definiscono la fondazione di un’associazione di scambio culturale che funga da “ponte ” tra i rispettivi Paesi d’origine.

Il progetto ottiene in breve tempo l’avallo da parte dell’ambasciata azera in Italia la quale, convinta dalla bontà della pianificazione e dall’entusiasmo dei ragazzi, elargisce proposte e suggerimenti e incoraggia la neonata associazione a divenire una realtà solida sul suolo italiano.

Il presidente Panichi ci tiene a sottolineare che Eurasia “è un’associazione solamente composta da veri appassionati della cultura”, senza compiere distinzioni tra giovani studenti o professionisti con un’attività lavorativa già avviata. Il minimo comune denominatore dei membri è la volontà ferrea di partecipare ad un progetto che intreccia l’amore per la conoscenza con un movimento di import-export culturale tra Italia e Azerbaijan. In particolare, a curare il versante informativo, è stata preposta una redazione, formata al momento perlopiù da studenti universitari, che si occuperà di organizzare un piano mirato di approfondimento divulgativo, in modo da rendere vitale ed efficace il tentativo di integrazione culturale sopra esposto, toccando temi che spazieranno dalla letteratura al teatro, dalla musica allo sport.

Allo stesso tempo Eurasia è in procinto di inaugurare diversi distaccamenti, in nome di una ramificazione territoriale che possa coinvolgere il più ampio pubblico possibile. Essendo un’associazione recente e di ampio raggio operativo, Eurasia si sta espandendo celermente, richiamando tra le sue file un importante numero di associati, grazie ai quali sono in fase di apertura i poli di Bologna, Roma, Bari e Venezia, che faranno capo alla sede centrale, ubicata a Firenze.

Una volta che la situazione si sarà stabilizzata, Eurasia potrà intraprendere la propria attività a pieno regime. Rispondendo al quesito su quali siano gli obbiettivi che Eurasia si pone nel lungo periodo, il presidente Panichi ha risposta che l’associazione tenterà di diventare il catalizzatore primario e il coordinatore logistico di tutti gli eventi culturali che vedranno coinvolti Italia e Azerbaijan. Con l’aiuto di vari partner e delle associazioni gemelle (che Panichi ringrazia sentitamente per il sostegno) sarà possibile costruire una struttura organizzativa efficace e capillare, in modo da supportare qualsiasi evento attinente al mondo azero sul suolo italiano. Il Consiglio Direttivo ha già disposto la pianificazione di svariati progetti, che troveranno una più precisa collocazione nei prossimi mesi, mentre la Redazione ha già intrapreso una prima e rudimentale attività informativa e di ricerca.

Eurasia è un organismo giovane e intraprendente, che spera di giocare un ruolo importante nel futuro scacchiere della cultura internazionale. Appellandosi all’intraprendenza dei giovani e alla preparazione di esperti provenienti da vari settori, la nostra associazione di scambio culturale nutre grande fiducia nel perseguimento dei propri obbiettivi e nelle soddisfazioni potenziali che il futuro potrà riservare. Sarà il tempo a dire se le nostre speranze sono ben riposte; nel mentre noi ci applicheremo con il massimo entusiasmo e con la convinzione che la cultura è una ricchezza collettiva troppo preziosa per essere dimenticata in un cassetto.

Lorenzo Pierangeli