L’equatore delle cose

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Ancora poche ore e le fiamme ingoieranno per sempre i resti di Matías Bertomeu, un ex rivoluzionario che ha vissuto gli anni del franchismo e che ha trovato il suo ultimo rifugio nella natia Misent. La sua morte repentina risveglia tutti i ricordi, tutti i rancori di una famiglia apparentemente rispettabile, ma le cui fondamenta sono in realtà oscure. Rubén, il fratello maggiore di Matías, un ricco imprenditore edile senza scrupoli; la benpensante Silvia, la nipote, restauratrice di quadri antichi sposata con Juan Mullor, un professore arrogante e conservatore; Mónica, la giovanissima e ambiziosa moglie di Rubén. Per tutti loro è venuto il tempo di confrontarsi e di affrontare, una volta per tutte, i fatti e gli incontri, ma soprattutto i segreti inconfessabili del loro passato. E fare i conti con le fratture e le lacerazioni, che forse non potranno mai essere risanate. Con stile limpido e un ritmo narrativo inesorabile, Chirbes delinea un affresco coraggioso ed estremamente veritiero della Spagna contemporanea: la corruzione che si insinua subdolamente nel corpo della società, il crollo della famiglia, i disastri della speculazione immobiliare, il commercio del sesso, fino alle contraddizioni più dolorose che giacciono nel cuore di ogni essere umano. Un mondo abbandonato dagli dei, in cui le parole e le idee sono solamente involucri vuoti, e l’arte e la letteratura divertimenti sterili.
* L’equatore delle cose * di Raphael Chirbes (Ed. Garzanti, trad. di Stefania Cherchi, pp. 400, euro 19,60).

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