Il generale dell’armata morta

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Viene riproposta, a oltre quarant’anni dalla prima pubblicazione, una delle opere più famose di Ismail Kadaré. Negli anni Sessanta un generale e un colonnello cappellano dell’esercito italiano ricevono un mandato gravoso e delicato: ritrovare i resti dei nostri soldati caduti in Albania. La missione si blocca di fronte al clima ostile di una terra impervia, cui si aggiunge la freddezza di un popolo fiero per il quale la guerra sembra essere una condizione di vita. Quando il generale sarà pronto a riportare in patria l’armata morta, si renderà conto di aver esumato, oltre ai poveri resti, anche diffidenze e rancori antichi in un popolo diverso per usi, costumi, senso della vita, della morte e dell’onore, che “ha sempre avuto il gusto di uccidere e di farsi uccidere”. Ismail Kadaré costruisce un romanzo di grande intensità, in bilico tra commedia a sfondo macabro e teatro dell’assurdo, narrazione rarefatta e tragedia epica, in cui emergono in tutta la loro crudezza la forza primordiale della violenza che grava sul destino degli uomini e la follia della guerra che unisce vincitori e vinti nella medesima desolazione.
* Il generale dell’armata morta * di Ismail Kadaré (Ed. Longanesi, trad. di Augusto Donaudy, pp. 224, euro 16,00).

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