Le ossa di Cartesio. Una storia della modernità

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Stoccolma 1650: un uomo di cinquantaquattro anni sta morendo nel cuore della notte. L’ambasciatore di Francia siede al suo capezzale e da corte arriva il medico personale della regina Cristina. L’ora è giunta, e gli occhi di Cartesio si chiudono per sempre. Ma per il suo corpo non c’è pace: dopo una frettolosa sepoltura in un piccolo cimitero cattolico a nord della città, i resti vengono riesumati nel 1666 per essere traslati in patria, a Parigi. Qui, nella chiesa di Sainte-Geneviève-du-Mont, le spoglie trovano una seconda tumulazione, tra grandi festeggiamenti. Poi, nel 1819, presenti i luminari dell’Accademia delle scienze, avviene una terza cerimonia. Ma all’apertura della bara qualcosa non va. Manca un “pezzo”, precisamente il cranio, separato dal resto delle membra per una beffarda ironia delle vanità mondane, visto che a Cartesio la tradizione ascriverà il dualismo mente-corpo. Nasce così l’enigma delle sue ossa, qui ricostruito e svelato da Russell Shorto, che prende spunto da questa vicenda per delineare un intenso affresco storico, ricco di colpi di scena, popolato di grandi personaggi e delle loro idee destinate a segnare il nostro presente.
* Le ossa di Cartesio. Una storia della modernità * di Russell Shorto (Ed. Longanesi, trad. di Irene Abigail Piccinini, pp. 294, euro 17,60).

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