La bussola di Noè

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A sessant’anni Liam Pennywell, un uomo “in tono minore” con due matrimoni falliti alle spalle, tre figlie, e un unico amico, è costretto a lasciare il suo lavoro da insegnante. Di fronte alla necessità di reinventarsi una vita, decide di iniziare dalla casa e trasloca da una palazzina in centro a un triste appartamento di periferia. Dopo la prima notte, però, aggredito da un ladro, si risveglia in un letto d’ospedale. Ossessionato dalla propria incapacità di ricostruire gli eventi e il volto dell’intruso, nello studio di un neurologo incontra Eunice, una donna ingenua e spontanea, non particolarmente femminile ma dolce e paziente, che lo colpisce per il suo ruolo di “ricordatrice di professione”: fa da assistente a un anziano signore fungendo per lui da “memoria esterna”. Attratto da quella donna e dal suo mistero, Liam comincia a frequentarla e scopre con incredulità che le giornate che aveva immaginato di dedicare a letture solitarie, sprofondato nella sua sedia a dondolo, possono riempirsi di sentimenti dimenticati, e della presenza a volte ingombrante di una famiglia chiassosa, con diciottenni iperattivi e un nipotino curioso di vedere il mondo con occhi diversi da quelli dei suoi genitori bigotti.

* La bussola di Noè * di Anne Tyler (Ed. Guanda, trad. di Laura Pignatti, pp. 256, euro 16,00).

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