Niccolò Tommaseo, L’uomo e la scimmia

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Il 2009, anno delle celebrazioni per il bicentenario della nascita di Darwin, non si è chiuso senza polemiche, anche per lo svolgimento di un convegno critico delle teorie evoluzioniste promosso dal vicepresidente del Cnr con la partecipazione di scienziati di varie nazionalità. In questo clima caratterizzato da un dibattito spesso vivace la casa editrice Sassoscritto ha inteso offrire agli studiosi un contributo sul crinale fra storia della scienza e storia della letteratura, ripubblicando un testo oggi introvabile: il volume L’Uomo e la Scimmia, che Niccolò Tommaseo scrisse nel 1869 per polemizzare contro le tesi sostenute dallo scienziato russo Alessandro Herzen nella conferenza “Sulla parentela fra l’uomo e la scimmia” tenuta a Firenze. Il testo è integrato dall’introduzione di Sergio Valzania, direttore dei servizi radiofonici della Rai, e da una nota biobibliografica di Enrico Nistri.
Tommaseo, noto per il suo fondamentale Dizionario della lingua italiana, oltre che per il romanzo Fede e bellezza e per il suo ruolo di protagonista dell’insurrezione veneziana contro gli austriaci, non fu certo un conformista: protagonista del Risorgimento, rifiutò la nomina a senatore del Regno perché ostile all’unificazione italiana sotto la guida sabauda; cattolico fervente, vide il suo saggio Roma e il mondo messo all’Indice perché auspicava la fine del dominio temporale pontificio. Anche il suo saggio critico del darwinismo, lodato da Giovanni Gentile e giudicato dal critico letterario Mario Puppo “un’appassionata difesa dello spirito e della libertà”, conferma il suo spirito libero nei confronti di qualsiasi dogma e stupisce, come scrive Valzania nell’introduzione, per la “modernità delle argomentazioni proposte, le quali rimangono ancora oggi pienamente attuali”.