Made in  Italy: truffa degli oggetti di vetro di Murano taroccati. L’artigianato dei vetrai d’Italia distrutto dalla recessione e dalla vendita di falsi bicchieri. Ai consumatori: meglio la qualità per salvaguardare un nostro must

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Londra – Tempi duri per l’economia e  per  il made in  Italy, troppo spesso mirino di falsificatori e di prodotti taroccati provenienti dall’Oriente. Questa volta Giovanni D’Agata, fondatore dello “Sportello dei Diritti”, segnala la difficile situazione conseguente non solo alla perdurante crisi economica dei mastri vetrai dell’isola di Murano, i cui oggetti in vetro sono rinomati in tutto il mondo, ma proprio per questo anche soggetti alla contraffazione.
Alcuni recenti sequestri hanno dimostrato, infatti, che molti degli oggetti in vetro venduti come provenienti da Murano e quindi a prezzo pieno, in realtà sono finti e provenienti dalla Cina, acquistati dai grossisti a costi bassissimi.
Proprio poco tempo fa sono stati sequestrati dalla Guardia di Finanza, 11 milioni di pezzi di vetro finto-Murano vero China-glass – e denunciati i legali rappresentanti di tre diverse società, distribuiti in 14 negozi di Venezia e Murano.
La frode è semplice: commercianti con pochi scrupoli acquistanto prodotti di vetro importato le cui etichette vengono sostituite con quelle riportanti il marchio dell’azienda con l’indicazione «Venezia» o «Made in Italy». La cosa che più sorprende che nelle vetrine di questi esercizi commerciali erano esposti cartelli con la dicitura «Stop ai falsi», quando è stato verificato che ben il 60% degli articoli esposti, non era originale. Addirittura è stato scoperto che uno dei rappresentanti legali era titolare anche di una piccola fornace dove produceva prodotti autentici, con ciò rendendo ancora più difficoltoso scoprire la frode e la non originalità degli oggetti venduti.
L’invito dello “Sportello dei Diritti”, ai consumatori è quello di pretendere la qualità per salvaguardare questo nostro must, messo a dura prova dal mercato dei falsi, e agli inquirenti di effettuare periodicamente verifiche a campione per scoraggiare la perpetrazione di tali prassi che danneggiano sia la qualità degli acquisti che i produttori e i rivenditori di prodotti originali.