Coldiretti, prodotti agricoli sono in piena deflazione

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L’aumento tendenziale dei prezzi degli alimentari dell’1,9 per cento è stato quasi quattro volter superiore il valore medio dell’inflazione (+0,5 per cento) a giugno, nonostante nelle campagne i prodotti agricoli si trovino in piena deflazione con un calo del 12,7 per cento a maggio secondo Ismea. E’ quanto emerge da una analisi della Coldiretti in riferimento ai dati Istat sull’inflazione a giugno.

Il fatto che i prezzi dei prodotti alimentari continuino ad aumentare su base tendenziale nonostante il crollo del 12,7 per cento dei prezzi agricoli alla produzione conferma la presenza di pesanti distorsione nel passaggio degli alimenti dal campo alla tavola che colpiscono gli agricoltori ed i consumatori.

Il record della riduzione nei campi si è verificato – precisa la Coldiretti – per i cereali con un crollo dei prezzi alla produzione del 36,3 per cento rispetto allo scorso anno, ma sugli scaffali la pasta è salita del 2,1 per cento ed il pane dello 0,9 per cento.

L’analisi evidenzia dunque l’ aumento della forbice dei prezzi tra produzione e consumo nella filiera alimentare lungo la quale i prezzi – sostiene la Coldiretti – aumentano quindi in media quasi cinque volte. In generale, per ogni euro speso dai consumatori in alimenti ben 60 centesimi vanno alla distribuzione commerciale, 23 all’industria alimentare e solo 17 centesimi agli agricoltori ed esistono quindi – continua la Coldiretti – ampi margini da recuperare, con piu’ efficienza, concorrenza e trasparenza, per garantire acquisti convenienti alle famiglie e sostenere il reddito degli agricoltori in un momento di difficoltà economica.

Gli italiani spendono 205 miliardi all’anno in alimenti e bevande (141 miliardi in famiglia e 64 fuori) che rappresentano ben il 19 per cento della spesa familiare ed è quindi necessario – conclude la Coldiretti – interrompere un trend che impoverisce cittadini e imprese agricole in un difficile momento di crisi economica.