“Siamo italiani, compriamo italiano” e’ un modello economico sbagliato. L’autarchia ha sempre fallito.

Autarchia, Riccardo Cacelli, Ceo della Cacelli Group, ci spiega cosa e'

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Londra – In questi giorni in molte parti d’Italia, anche con il sostegno ed il supporto della politica sovranista di alcuni partiti italiani sono nate idee del tipo: siamo italiani, compriamo italiano!
A prima vista questa soluzione economica sembrerebbe ottimale. Sostenere la produzione nazionale.
Ma e’ proprio cosi’? No!
La politica economica che si basa su qyesto concetto si chiama: autarchia.
Consiste nell’isolamento economico di un Paese dal resto del mondo.
E’ un modello di commercio internazionale per attuare un’economia chiusa agli scambi internazionali.
In questo contesto si definiscono i prezzi autarchici (i prezzi che prevarrebbero in assenza di commercio) e da un confronto di tali prezzi in Paesi diversi si determina la struttura degli scambi che verrebbe a configurarsi qualora i Paesi si aprissero al commercio internazionale (ogni Paese si specializzerebbe nella produzione dei beni che è in grado di offrire a un prezzo minore).
L’autarchia e’ una strategia di politica economica in cui, attraverso l’utilizzo di misure protezionistiche, si propone di ridurre le importazioni al fine di giungere all’autosufficienza economica.
Politiche di stampo autarchico dominarono la scena internazionale fra la Prima e la Seconda guerra mondiale.
Durante la grande depressione, i Paesi cercarono di salvaguardare l’occupazione interna, limitando fortemente le importazioni.

L’Italia governata da Benito Mussolini lanciò dichiaratamente l’autarchia. dopo le sanzioni inflittele dalla Società delle Nazioni (l’Onu di allora) per l’aggressione all’Etiopia del 1935.
Anche in Germania, Hitler propose di raggiungere l’autarchia, al fine di rendere il Paese indipendente dall’economia del resto del mondo e capace di prepararsi alla guerra.
Nel dopoguerra questa politica fu abbandonata dalla maggioranza dei Paesi industrializzati con la firma degli accordi di Bretton Woods (1944) e la successive creazione del FMI (Fondo monetario internazionale) con scelte in seno al GATT (General Agreement on Tariffs and Trade).
Ma in alcuni Paesi il sistema autarchico sopravvisse di fatto nell’Unione Sovietica per diversi anni, in seguito al rifiuto di accedere agli accordi di Bretton Woods e al piano Marshall (1947).
Nell’ultimo decennio molti Paesi, compresi alcuni Stati dell’ex URSS e la Cina, hanno abbandonato politiche autarchiche e si sono progressivamente aperti al commercio internazionale, anche aderendo all’Organizzazione Mondiale per il Commercio.
La storia ha dimostrato che l’autarchia e’ un modello perdente.
Perche’ perseguirla? Forse solo a parole per prendere qualche voto? Forse.
Per sostenere la produzione nazionale e locale si deve, a parer mio, sostenere l’internazionalizzazione delle imprese, aprendosi al mercato globale competendo con prodotti di alta qualita’.
In Italia, in tutta l’Italia, abbiamo le capacita’ per fare cio’.
Facciamolo.
Riccardo Cacelli
Cacelli Group

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