Turismo solidale, l’esperienza in Africa raccontata da una protagonista

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Armanda Bertolina Sancasciani in posa con un amico
Conosco Armanda Bertolina Sancasciani da due anni. E subito mi è rimasta simpatica per l’ottimismo che è capace di trasmette anche a coloro che attraversano giorni cupi.
La scorsa estate mi disse: “Riccardo, andrò in Burkina Faso!” Non la presi sul serio.
Me lo ripetè in autunno. Cominciai a crederci.
A Natale mi regalò 3 libri e mi disse: ”Il 26 dicembre parto per il Burkina Faso”.
Il suo sogno si era avverato.

Così gli chiesi di farmi delle foto, e di rilasciarmi, al suo rientro un’intervista per far conoscere a tutti la sua esperienza di “turismo solidale”, ovvero un nuovo modo di far vacanza con il quale è coniugato il relax con l’impegno e l’aiuto, in questo caso, alle popolazioni più disagiate del continente più grande della Terra.

Oltre all’intervista Italynews.it ha pubblicato su youtube.com anche un video sui “Sorrisi dei bambini del Burkina Faso” che consiglio di vedere.

Il Burkina Faso (Alto Volta sino al 1984) è una repubblica dell’Africa occidentale, con una popolazione di 13.228.000 abitanti. E’ uno dei paesi più poveri al mondo, forse il più povero. Alcuni indicatori: nel 2003, 1 medico per 100.000 abitanti (Italia 1 medico ogni 163); pil ovvero prodotto interno lordo 4,2 (Italia 1.468,3); pil pro capite 345 (Italia 25.471).

Armanda, sei appena ritornata dal Burkina Faso, che tipo di esperienza è stata?
Meravigliosa. Come dovrebbe essere ogni esperienza di viaggio autonomo, di libera scelta. Ho preferito uno dei paesi considerati più poveri del mondo per misurare la nstra ricchezza millantata.

Puoi dirci, se ci sono, gli aspetti negativi e quelli positivi in questo tipo di “turismo”?
Aspetti negativi, oltre la distanza circa 10 ore di viaggio, non ne vedo altri.
E’ chiaro che le prime cose che mancano sono quelle che abbiamo a casa: famiglia, amici, e tutto quello che noi reptiamo indispensabile. Ma chi trascorre normalmente le vacanze in tenda non sentiràla differenza. Di positivo: poter attraversare la strada senza rischiare d’essere investiti. Uscire la mattina e vedere ampi spazi liberi, un cielo terzo, genete sorridente che ti chiede: “Bien dormì?” e si preoccupa anche delle piccole cose che ti possono succedere. Il turismo solidale non è diverso nella forma dal turismo di massa. Differisce nella sostanza. Una parte della quota pagata è impiegata per sostenere iniziative utili a migliorare le condizioni di vita: un nuovo pozzo, lampliamento di una scuola, la creazione di una infrastruttura di cui noi non conosciamo l’esigenza ma in questo paese, si. Tipo la casa delle donne.

Cosa ti lascia dentro un’esperienza del genere?
Un africano mi disse tempo fa’: “La vita è come la pensi. Se sei pessimista scorgi i lati brutti quelli che ti fanno soffrire. Se invece al contrario pensi anche che sia una bella cosa, la vita, vedi anche gran parte delle cose belle che possiedi o ti capitano”. L?africa è così: se vai a cercare la fame, la miseria, il peggio, li troverai. Se cerchi la gente, le loro storie, i loro progetti, le loro ricchezze interiori, li trovi.

I rapporti con la gente del posto come sono stati?
All’inizio bene, in seguito…. benissimo. L’educazione, la cultura della gente del villaggio, la creatività, l’intelligenza, la furbizia, ma nella forma migliore del termine, sono le cose che mi hanno colpito maggiormente. Grazie anche ad un’associazione, come Watinoma, che ha formato nel villaggio delle migliorie; la gente stessa ti vede di buon occhio. Il nostro comportmento individuale crea poi la differenza, l’amicizia o meno con loro.

Che idea ti sei fatta?
Il ritorno ad una società rurale, arretratezza industriale, mancanza di infratrutture, sono il pregio più che il difetto di questo luogo- IL pregio e tale rimane, la voglia di imparare, di migliorare, la gioia di vivere. Cose che ormai nella nostra cultura e modernità sono calpetaste in ogni istante.

Ritorneresti?
Sicuramente!!

CHI E’ ARMANDA BERTOLINA SANCASCIANI

Ce la descrive Federico Bellini nel catalogo pubblicato in occasione della mostra tenutasi dal 3 al 12 novembre 2010 presso la Galleria Bonan Studio Arte Due di Venezia.
Ho estrapolato alcuni passaggi significatici su quanto ha scritto Bellini di Armanda Bertolina Sancasciani.
“Personaggio eccentrico e poliedrico, talmente cosmopolita da rendere vana ogni teoria sulla globalizzazione, in quanto lei stessa è diventata l’idea globalizzante (totale) per eccellenza. Nata a Torino il 7 gennaio del 1950 cresce nel capoluogo piemontese e sin dall’età adolewscenziale si mette alla ricerca di una propria identità che ben presto la porterà a conoscere aspetti inusuali del mondo.
Durante la sua vita ha intrapreso innumerevoli e quanto mai a volte singolari mestieri: ballerina, modella, cartomante, colf, disegnatrice, pittrice, segretaria, fotografa.“

Riccardo Cacelli

2 Commenti

  1. Deve essere stata una bellissima esperienza! Io da poco ho iniziato a seguire i progetti di “Noi con gli altri” promossi da Sicrea, un’azienda fiorentina molto impegnata nel sociale. Apprezzo queste iniziative perchè sono indirizzate soprattutto ai più giovani.. per promuovere una cultura della solidarietà. Credo sia importante!
    Ciao!

  2. Ho conosciuto Aramanda in Burkina, anche se l’avevo già incontrata 1 volta prima di partire e trovo che sia, nel suo modo, una persona straodinaria e sconvolgente.
    Ho letto l’intervista , per me che ci sono stata, ha raccontato e spiegato quello che è stata la ns esperienza , quello che è l’Africa in modo fenomenale.
    Profonda, sensibile, attenta e matta, nasara Armanda (nasara significa “bianca”… così ci uralvano i bimbi da lontano per attirare la nostra attenzione) appena partita ci è mancata un sacco!

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