Mario Cobianchi nacque a Bologna l’8 aprile 1885 da una famiglia agiata, il padre era titolare di una avviata fabbrica di liquori.
Intrapresi gli studi per maestro di violino, fu ben presto pervaso da una gran voglia di provare tutte le novità tecnologiche che l’inizio del secolo stava offrendo copiosamente.
Iniziò a partecipare alle corse ciclistiche, poi passò al motociclismo, quindi alle ascensioni aerostatiche, brevettandosi nel 1907 “pilota di aerostato”. Cominciò anche a correre in automobile recandosi negli Stati Uniti dove potè assistere ad alcune prove di volo dei fratelli Wright nel North Carolina. Ne rimase così entusiasta che, al suo rientro in Italia, volle dedicarsi alla costruzione in proprio di macchine volanti.
Il suo primo aeroplano, denominato “Cobianchi 1”, lo collaudò sul campo di Montichiari (BS) nel settembre del 1909 in occasione del “ 1° Circuito Aereo Internazionale di Brescia” al quale si era iscritto. La messa a punto non fu facile e gli costò svariati incidenti e costose riparazioni, tant’è che nel 1910 decise di recarsi in Francia per frequentare una scuola di volo regolare ed acquistare un velivolo di serie, un biplano Farman.
Rientrato in Italia completò il corso di pilotaggio presso la Scuola di Volo de La Comina, nei pressi di Pordenone, dove il 13 novembre 1910 conseguì il Brevetto di Pilota n.24 dell’aviazione italiana.
Da quel momento iniziò a partecipare con il suo Farman alle più importanti manifestazioni aeree nazionali ed internazionali.

Il giorno successivo, nel portare in volo un illustre passeggero, ebbe tuttavia un incidente che gli procurò la frattura di una gamba ed un periodo di convalescenza presso l’Hotel “Nettuno”.
In segno di riconoscenza per quanto realizzato a Pisa, il 2 aprile 1911, nel corso di una affollata cerimonia presso il Regio Teatro “Verdi”, la città volle donargli una medaglia d’oro appositamente coniata per lui.
Rimessosi dall’incidente, riprese la sua attività di volo e in quello stesso 1911 partecipò come pilota volontario alla guerra italo-turca operando dalla base aerea di Derna. Nel 1913, su richiesta ufficiale delle locali autorità militari, si recò in Russia per istruire al volo gli ufficiali dello Zar.
Dopo un periodo di richiamo alle armi come ufficiale durante la 1a Guerra Mondiale, nel 1917 Cobianchi si trasferì negli Stati Uniti, dove diresse due importanti industrie aeronautiche e dove progettò e collaudò alcuni velivoli.
Nel 1919 rientrò in Italia e assunse importanti incarichi a livello ministeriale e diplomatico, recandosi ancora negli Stati Uniti, alla vigilia della 2a Guerra Mondiale, presso la nostra Ambasciata di Washington.
Morì prematuramente a Roma il 15 gennaio 1944, a soli 59 anni, colpito da un male incurabile al quale si oppose con tutte le sue forze. Con lui scomparve un autentico pioniere dell’aviazione italiana, ma soprattutto un vero sportman ed un grande aviatore.