Russia: mano tesa di Vladimir Putin

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Tende la mano all’Unione europea Putin e non lesina le solite stilettate contro gli statunitensi.

Nel suo tradizionale e lungo discorso sullo stato della nazione, Vladimir Putin sogna il rilancio sociale, infrastrutturale e economico della Russia che ha ritrovato una sua naturale posizione sullo scacchiere internazionale da cui intende inviare il suo verbo.

La Russia, ho dichiarato il presidente russo: “non ha intenzione di dislocare per prima” i missili a corto e medio raggio proibiti dal trattato INF ma “se gli Usa piazzeranno i loro razzi in Europa” la Russia “risponderà” per proteggere la sua sicurezza nazionale, in modo “speculare e asimmetrico”, dato che a finire nel mirino non saranno solo i razzi stessi “ma i centri dove si prendono le decisioni a livello politico”.

In quello che è stato il suo primo discorso dalla sua rielezione, peraltro scontata, nel marzo scorso, Vladimir Putin, consapevole di trovarsi di fronte a un forte calo di popolarità, ha gettato le linee programmatiche del futuro prossimo per una Russia più sociale più tecnologica, in cui la lotta alla corruzione sarà senza quartiere.

Putin ha aperto il suo intervento dando particolare enfasi alla famiglia, nucleo fondante della società di cui preserverà i valori e cui verranno destinate risorse importanti, per prima cosa per invertire il tasso di natalità in forte calo dopo il XX secolo, (con WWII e il collasso dell’Unione Sovietica), e con agevolazioni fiscali e tassi di interesse mirati, tra l’altro, all’acquisto di una casa.

La Russia iniziarà una stagione di grandi opere, che doterà di infrastrutture strategiche regioni lontane come la Siberia e la Crimea.
È insomma un rilancio alla grande quello che auspica Putin, che spera una stabilizzazione delle relazioni con l’Unione europea da un lato e con i propri cittadini dall’altro, che non hanno digerito l’aumento dell’età pensionabile e quello dell’Iva.

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