Oscar 2019: ‘Green book’ è il miglior film, tre statuette a ‘Roma’

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‘Green book’ di Peter Farrelly ha vinto l’Oscar per il miglior film alla 91esima edizione degli Academy Awards, che si è svolta nella notte al Dolby Theatre di Los Angeles.

La pellicola, basata sulla vera storia di un pianista di colore che negli anni ’60 intraprese un tour nel profondo sud degli Stati Uniti accompagnato da un autista italoamericano, ha battuto a sorpresa la concorrenza di ‘Roma’, dato per favorito dai bookmakers.

Il film di Alfonso Cuaron prodotto da Netflix ha comunque portato a casa tre statuette, quelle per il miglior film straniero, regia e fotografia (entrambe firmate da Cuaron). Hollywood conferma così il suo feeling con i registi messicani, che si sono aggiudicati cinque delle ultime sei statuette per la miglior regia (due volte Cuaron e Iñárritu e una volta Del Toro, vincitore l’anno scorso con ‘La forma dell’acqua’).

Nel segno dei Queen

Remi Malek si è aggiudicato come da pronostico il premio per il miglior attore per la sua interpretazione di Freddie Mercury in ‘Bohemian Rhapsody’, biopic sui Queen che hanno aperto la cerimonia suonando assieme ad Adam Lambert ‘We will rock you’ e ‘We are the champions’.

“Abbiamo fatto un film su un uomo gay e un immigrato che era sé stesso senza sentire il dovere di giustificarsi”, ha detto nel suo discorso di ringraziamento Malek, che poi ha rivolto una frecciata, non l’unica della serata,al presidente degli Stati Uniti Donald Trump. “Sono il figlio di immigrati egiziani, americano di prima generazione, non ero la scelta più ovvia ma a quanto pare ha funzionato”.

Oscar stregati per Glenn Close

Meno scontata la vittoria di Olivia Colman tra le attrici. La 45enne britannica, alla prima nomination, ha vinto il premio per la sua interpretazione nel film ‘La favorita’, battendo a sorpresa le più quotate Glenn Close – ancora a mani vuote alla settima nomination – e Lady Gaga. La popstar americana si è consolata con la statuetta per la miglior canzone (‘Shallow’ da ‘A Star Is Born’).

Mahershala Ali (‘Green book’) e Regina King (‘Se la strada potesse parlare’) si sono aggiudicati i premi per miglior attore e miglior attrice non protagonista. Per Ali si tratta della seconda statuetta dopo quella ricevuta nel 2016 per la sua interpretazione in ‘Moonlight’.

La rabbia di Spike Lee

Una statuetta – la sua prima – e una solenne arrabbiatura per Spike Lee. Nel 30esimo anniversario di ‘Fa’ la cosa giusta’, una delle sue pellicole più celebri e apprezzate, il regista afroamericano, alla quinta nomination, ha portato a casa il premio per la migliore sceneggiatura non originale con ‘BlacKkKlansman’.

Il regista ha celebrato la vittoria abbracciando calorosamente Samuel L. Jackson sul palco. Ma, stando a quanto riporta l’Associated Press, la sua gioia non è durata a lungo. Lee infatti non avrebbe mandato giù la vittoria di ‘Green book’ come miglior film ed avrebbe provato a lasciare il Dolby Theatre subito dopo l’annuncio del premio.

Il regista non ha nascosto di non essere un fan del film, da molti criticato per la riproposizione di stereotipi e cliché e per il sentimentalismo datato. Qui la stroncatura del Los Angeles Times, che ha definito ‘Green book’ il peggior film ad aver vinto il premio negli ultimi dieci anni.

Per gli artisti di colore l’edizione 2019 degli Oscar ha stabilito il nuovo record di statuette: 7 in 6 categorie.

Sara Pichelli, un po’ d’Italia agli Oscar

Era l’unica rappresentante dell’Italia ad essere candidata e ha fatto centro. L’artista marchigiana Sara Pichelli ha vinto la statuetta con ‘Spider-Man – Un nuovo universo’, premiato come miglior film d’animazione. Il regista Peter Ramsey l’ha ringraziata durante la conferenza stampa post cerimonia: “Sara ha creato il personaggio di Miles, ha fatto il lavoro pesante, poi per noi è stato facile portarlo sullo schermo”.

Oscar senza conduttore

Per la prima volta in trent’anni la cerimonia si è svolta senza un presentatore dopo la rinuncia dell’attore e comico Kevin Hart, al centro delle polemiche dopo che sul web sono riemersi alcuni suoi tweet del periodo 2009-2011 con dei commenti omofobici. Hart si è poi scusato pubblicamente ma ha deciso di rinunciare alla conduzione.

Tutti i vincitori

Miglior film
‘Green Book’ di Peter Farrely

Miglior regia
Alfonso Cuarón – ‘Roma’

Miglior attore protagonista
Rami Malek ‘Bohemian Rhapsody’

Miglior attrice protagonista
Olivia Colman – ‘La Favorita’

Miglior attrice non protagonista
Regina King – ‘Se la strada potesse parlare’

Miglior attore non protagonista
Mahershala Ali – ‘Green Book’

Miglior film straniero
‘Roma’ di Alfonso Cuarón

Miglior sceneggiatura non originale
Spike Lee, Charlie Wachtel, David Rabinowitz, Kevin Willmott – ‘BlaKkKlansman’

Miglior sceneggiatura originale
Nick Vallelonga, Brian Currie e Peter Farrelly – ‘Green Book’

Miglior cortometraggio d’animazione
‘Bao’ di Domee Shi e Becky Neiman-Cobb

Miglior cortometraggio
‘Skin’ di Guy Nattiv e Jaime Ray Newman

Miglior cortometraggio documentario
‘Period. End of sentence’ di Rayka Zehtabchi e Melissa Berton

Miglior documentario
‘Free Solo’ – Elizabeth Chai Vesarhelyi e Jimmy Chin

Miglior trucco e acconciatura
Greg Cannon, Kate Biscoe e Paricia Dahaney-Le May ‘Vice – L’uomo nell’ombra’

Miglior costume
Ruth E. Carter – ‘Black Panther’

Miglior montaggio sonoro
John Warhurst e Nina Hartstone – ‘Bohemian Rhapsody’

Miglior sonoro
Paul Massey, Tim Cavagin e John Casali – ‘Bohemian Rhapsody’

Migliori effetti speciali
‘First Il Primo Uomo’

Miglior colonna sonora
Ludwing Goransson – ‘Black Panther’

Miglior canzone
‘Shallow’ di Lady Gaga, Mark Ronson, Anthony Rossomando e Andrew Wyatt – ‘A Star Is Born’

Miglior montaggio
John Ottman – ‘Bohemian Rhapsody’

Miglior scenografia
Hannah Beachler e Bay Hard – ‘Black Panther’

Miglior fotografia
Alfonso Cuarón – ‘Roma’

Miglior film d’animazione
‘Spiderman: un nuovo universo’

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