“Caccia ai migranti”: la nuova frontiera serbo-ungherese

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In fuga da violenze e conflitti. Sono migliaia i migranti che, ogni giorno, tentano di attraversare le frontiere della rotta balcanica per raggiungere l’Europa. Numeri sempre molti alti ma, secondo i nuovi dati, in diminuzione negli ultimi due mesi.

Vranje in Serbia è una delle città ponte di questa rotta migratoria. Con il sostegno dell’Unione europea, gli agenti di polizia ungheresi presidiano il territorio, cercando di individuare migranti illegali o trafficanti di esseri umani. Al confine tra la Serbia e la Macedonia del Nord sono stati dislocati membri del contingente ungherese che pattugliano l’area sul confine serbo. Allo stesso tempo, un contingente di altri 30 agenti di polizia presidia il territorio nel nord, al confine con la Grecia, per scovare coloro che cercano di attraversare illegamente il confine.”

Telecamere termiche, dispositivi tecnici di ultima generazione. Così gli agenti ungheresi lavorano, 24 ore su 24, con la polizia serba. Il tenente colonnello Istvan Hajdu, Comandante del contingente ungherese ci spiega che loro forniscono solo un contributo. Le altre misure sono in mano alla polizia serba. Bisogna rispettare le leggi.”

Nel febbraio 2018, l’Unione europea ha stanziato 28 milioni di euro al governo serbo per rafforzare le misure di controllo ai propri confini, e per ridurre la criminalità organizzata e l’immigrazione clandestina. Intanto a Vranje volontari e personale locale lavorano al centro di accoglienza. Un alloggio per migranti in cerca di una vita più dignitosa.

 

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