Hong Kong ancora in piazza. Il movimento vuole la testa di Carrie Lam

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Ad Hong Kong le proteste non si fermano nonstante il dibattito sulla controversa legge sulle estradizioni in Cina sia stato sospeso sine die. Il movimento che chiede maggiore autonomia e indipendenza da Pechino chiede adesso la testa della governatrice della città Carrie Lam.

E a dare nuova linfa alle proteste arriva, lunedi, la liberazione dell’attivista Joshua Wong, volto del movimento:

Rinchiuso da maggio nel carcere di Lai Chi Kok, Wong, 22 anni, è leader del movimento degli ombrelli del 2014. La sua liberazione, avvenuta in anticipo grazie ai benefici della buona condotta, potrebbe essere in qualche modo un segno distensivo di Pechino nei confronti dell’ex colonia britannica.

La reazione di Pechino

Domenica le scuse della governatrice, rivale storica di Wong, già responsabile delle condanne dei manifestanti di Occupy Central di 5 anni fa che chiedevano la riforma del sistema elettorale. Lam ha ammesso l’errore e ottenuto il placet di Pechino che, dice, continuerà “a supportare con fermezza” la governatrice dell’ex colonia per salvaguardare la prosperità e la stabilità dei territori. Il modello «un Paese, due sistemi» ha garantito alla gente di Hong Kong un grado di autonomia che è stato attuato, mentre i diritti e le libertà di cui godono i residenti “sono completamente protetti dalla legge”.

Ma gli analisti piu’ maliziosi leggono nelle parole ufficiali del governo cinese la volontà, piuttosto, di “scaricare” Lam dopo gli scontri violenti dei giorni scorsi e l’attenzione internazionale crescente.

Ma chi è la donna che governa sulla città di Hong Kong?

Carrie Lam ha 62 anni, ed è la Chief Executive, di Hong Kong dal 2017. Da quella data governa su 7 milioni di abitanti e su importanti istituzioni finanziarie e industriali tra cui una delle borse piu’ importanti del pianeta.

Cattolica, Lam a Hong Kong si è guadagnata il soprannome di “good fighter”,“brava combattente”, per la sua capacità di manovra in posizioni scomode, una capacità che le ha permesso di servire fino al ’97 per 20 anni, la bandiera britannica, e poi quella autonoma con lo status speciale della città restituita alla Cina.

Nel 2014 fu lei a parlare con gli studenti del movimento degli ombrelli cercando di disinnescare le proteste senza tuttavia conceere neanche un millimetro ai manifestanti, che poi fece condannare. Politica di lungo corso, celebre per la sua cautela, stavolta Lam sembra aver fatto pressioni oltre la soglia consentita, sapendo bene che una legge scritta male e spiegata ancora peggio ai cittadini, avrebbe significato scatenare un putiferio. Che la donna, utile agli interessi di Pechino, sia stata mandata avanti per verificare la reazione della gente? Per poi, in caso di fallimento, assumere su di se la responsabilità del buco nell’acqua?

In passato Carrie Lam aveva rivelato i dettagli del suo progetto di pensionamento: acquistare un biglietto di sola andata per Londra. Forse è arrivato il momento per lei di comprare quel biglietto.

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