C’è curiosità e …curiosità. Da sempre

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cappuccinoIL PUNTO di Riccardo Cacelli

Si avvisano i clienti curiosi che Jessica è in ferie e Giulietta è incavolata per i fatti suoi. Siete pregati di non fare domande. Grazie

E’ il testo di un simpatico cartello che ho letto stamani mentre mi gustavo un ottimo cappuccino a “La Caffetteria di Giulietta” in quel di Cascina.
Ho riso. Quel cartello mi ha messo di buon umore e mi ha dato lo spunto per parlare della curiosità.
Il “Museo delle Curiosità” di San Marino dice ha la curiosità è la madre della scienza e il principio del divertimento.
I latini, come svela l’etimologia della parola, hanno intuito la stretta parentela tra la curiosità e la cura. Il curioso è colui che ha premura, che si prende cura. Chi ha pensato e vissuto la curiosità come un esercizio filosofico perenne è stato Michel Foucault.

“La curiosità – ha scritto Foucault – evoca la “cura”, l’attenzione che si presta a quello che esiste o che potrebbe esistere”. Il reale e il possibile: i due registri sui quali il filosofo “gioca” la sua curiosità. In questo concetto tutta la portata che ha per Foucault il discorso filosofico. Il pensiero che vale la pena praticare non è quello che “cerca di assimilare ciò che conviene conoscere, ma quello che consente di smarrire le proprie certezze”. La curiosità che lo anima “non si immobilizza davanti al reale”, ma cerca di “disfarsi di ciò che è familiare”, si esercita “a guardare le cose diversamente”.

Nella tradizione greco romana ci sono parecchi riferimenti al concetto di curiosità, per lo più negativi.
Per i greci essere curiosi significava sostanzialmente farsi i fatti degli altri, Plutarco scrisse addirittura un saggio dal titolo “De curiositate”, in cui illustra come liberarsene. Ma c’è un riferimento, nell’antichità, in cui curiosità e scienza vanno a braccetto. Tacito definì espressamente il curioso come colui che è avido di sapere scientifico.

Nel caso di Giulietta…. “è solo farsi i fatti degli altri”.
Ed ha fatto bene a scrivere quel cartello.
La curiosità deve, a parer mio, essere quella spinta che migliora l’uomo.
Non deve essere, mai, quel desiderio di saper la vita altrui.

Concludo con una citazione di Marie Curie: “Sii meno curioso della gente, e più curioso delle idee.”

Riccardo Cacelli

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