Berlusconi ha scritto al Papa “I valori cristiani sono sempre presenti nell’azione del Governo”

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Ecco il testo integrale della lettera inviata da Silvio Berlusconi al Papa

“In occasione del Santo Natale prego Vostra Eminenza di rivolgere a Sua Santità Benedetto XVI gli auguri più devoti del Governo italiano e miei personali.

Ringrazio, inoltre, il Santo Padre per la vicinanza manifestatami, a seguito dell’aggressione subita.

Le Sue parole mi sono state di grande conforto.

Il Natale è un momento importante di riflessione per tutti gli uomini di buona volontà.

Il messaggio di pace e di fraternità di Cristo, che dovrebbe regnare tra gli uomini, purtroppo viene dimenticato quando alla forza delle idee si risponde con la violenza verbale o financo fisica.

La speciale attenzione che il Santo Padre rivolge all’Italia è testimoniata dalla sollecitudine dimostrata in occasione del tragico terremoto de L’Aquila, quando Egli, nel corso della visita, dopo aver affermato la Sua vicinanza alle popolazioni colpite ha detto: ‘vorrei abbracciarvi ad uno ad uno’.

Posso confermare che i valori cristiani testimoniati dal Pontefice sono sempre presenti nell’azione del Governo da me presieduto, che adotterà tutte le misure necessarie per garantire la serenità e la pace sociale.

Nel rinnovare a Lei e a Sua Santità gli auguri più devoti, Le invio i più fervidi saluti”.

2 Commenti

  1. Io non sono dentro la politica come lei….ma so che insegnare la religione significa anchè perdonare e non giudicare. Dio e soltanto Dio può giudicare, noi dobbiamo soltanto fare tutto quello che dipende da noi nel rispettare il Vangelo ed ognuno risponderà delle sue azioni davanti a Dio. Lei ha una missione importante nel insegnare il Vangelo alle nuove generazioni e una grande responsabilità verso gli altri. Nessuno di noi può decidere chi è degno oppure no a fare gli auguri al Papa. Se lei fa una sua graduatoria non si meravigli quando Gesù la cambierà come l’ha già fatto e gli ultimi potrebbero essere i primi! Mi perdoni se dimostro superbia nel ricordare proprio a lei il Vangelo. Auguri per un 2010 pieno di luce, amore e perdono! anchè se può darsi non merito il compito di farle gli Auguri .

  2. Sono un insegnante di religione. Ho letto la missiva natalizia inviata al Papa da Silvio Berlusconi. Il Presidente del Consiglio, tra le altre cose, scrive che “il messaggio di pace e di fraternità di Cristo viene dimenticato quando alla forza delle idee si risponde con la violenza”, e aggiunge: “i valori cristiani sono sempre presenti nell’azione del Governo”. A quale cristianità, a quale fraternità si riferisce Silvio Berlusconi? A quella anticattolica massonica o a quella anticristiana di chi respinge e seppellisce in mare gli immigrati disperati e affamati? O forse si riferisce alla cristianità, alla fraternità con cui vengono riabilitati i nostri carcerati e trattate le loro guardie? Qual è la forza delle idee di cui parla il Presidente del Consiglio? Quella che favorisce la fuga dei cervelli dall’Italia o quella che promuove la fuga dai cervelli degli italiani più deboli e più giovani, in balìa di alcolici e superalcolici, giochi d’azzardo e operatori dell’occulto pubblicizzati principalmente dai media del Presidente del Consiglio? Di quale violenza parla Silvio Berlusconi? Di quella delle sue televisioni o di quella dei suoi fraterni alleati leghisti? O forse della violenza del ministro Renato Brunetta, tanto aggressivo con i deboli, quanto inetto con i potenti? Quali sarebbero i valori cristiani dell’azione di Governo? I privilegi per le coppie di fatto riconosciuti ai parlamentari e disconosciuti al popolo o la confisca dei beni mafiosi negati al volontariato e rimessi in vendita per fare cassa? So bene che questa mia lettera aperta non avrà la stessa risonanza dello scritto del Presidente del Consiglio, ma mi chiedo com’è possibile che una persona che ha trasgredito 7 comandamenti su 10 possa rivolgersi al Pontefice con tanta superficialità ed altrettanto fariseismo, senza mostrare un minimo di ravvedimento, in particolare a Natale. Silvio Berlusconi ha nominato il nome di Dio invano? Sì. Ha osservato il giorno del riposo festivo? No. Ha commesso atti impuri? Sì. Ha commesso adulterio? Sì. Ha rubato? Sì, ha sottratto la Mondadori a Carlo De Benedetti con slealtà. Ha testimoniato il falso? Sì, ha giurato in tribunale di non essere iscritto alla loggia massonica P2. Ha desiderato la donna d’altri? Sì. Se diavolo non è, poco ci manca. E se a tutto questo aggiungiamo che ha definito “maroni”, per non ripetere il suo termine triviale, coloro che vanno contro i propri interessi perché non votano lui, offendendo pesantemente il 62% degli elettori (quelli che non hanno votato, più quelli che hanno votato centrosinistra, tra cui molti cristiani e cattolici), la sua concezione della politica per fini personali è dimostrata. E nessuno venga a dirmi, dopo quel “maroni”, che io non posso usare questi toni con un Presidente del Consiglio, che tra l’altro non riconosco come tale. Il motivo? Usurpa il nome e le parole di Gesù ad usum Delphini, nel silenzio universale delle Chiese cristiane. Intimorite? Interessate? O solo ricattabili?
    Giovanni Panunzio, idr (Cagliari)

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