Il sonno della ragione potrebbe generare mostri

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Sembrano episodi marginali, o ritenuti tali dagli osservatori politici e sociali. Eppure, se considerati nella loro giusta collocazione, offrono invece l’opportunità di approfondire gli aspetti e i contorni, comprese le motivazioni che li hanno generati. Non bisogna farli passare come casi “normali”. Dovrebbero essere, per farla breve, dei preoccupanti campanelli di allarme, il cui scopo dovrebbe essere quello di aumentare il livello di guardia nel nostro Paese dal punto di vista generale della convivenza civile. Dovrebbe.. ma lo è per tutti? In verità da tempo le condizioni generali si sono deteriorate: ma dovunque, non solo nella vita politica e sociale, in ogni settore del consesso civile. Episodi di intolleranza scoppiano dappertutto nel nostro Paese, e basterebbe passare in rassega quello che dicono di noi i giornalisti stranieri, per rendersene conto. Oppure semplicemente quanto ha rilasciato ai giornalisti l’amministratore delegato della Fiat a Firenze, Sergio Marchionne, per portare acqua alla nostra tesi. L’impressione che si sia persa la misura delle cose…, che si sia smarrito il buonsenso e la buona creanza, lasciando il Paese che vada alla deriva… sociale, è vera e veritiera.  “È stato perso il senso istituzionale, qualcuno ha aperto i cancelli dello zoo e sono usciti tutti, difficile andare in giro per il mondo a spiegare cosa succede in Italia” ecco  la riflessione che viene dall’ad Fiat. Come dargli torto!

Sono i fatti che concorrono a deporre in questo senso. “Prima l’aggressione ‘al fumoge­no’ di Torino, ai danni del se­gretario nazionale Raffaele Bo­nanni – ha scritto ieri su Avvenire Gianfranco Marcelli –  un episodio eclatante, che ha destato giusta sensazione, ma che in troppi hanno cercato di liquidare co­me una bravata di pochi ‘cani sciol­ti’. L’altro ieri l’assalto con petardi e uova marce alla sede Cisl di Treviglio, guidato in prima persona dal numero uno della Fiom bergamasca: vi­cenda che addirittura un segretario nazionale dei me­talmeccanici Cgil ha sfacciatamente giustificato, iro­nizzando sulle «uova eversive» e condannando l’«in­comprensibile drammatizzazione» che ne è seguita. Ieri, infine, una nuova manifestazione ostile, sempre a opera di aderenti alla Fiom, ancora con lancio di sassi e uova contro la sede provinciale Cisl di Livorno. In queste ultime ore, la cronaca e la risonanza politica attirano non senza buone ragioni l’attenzione su altre manifestazioni di possibile violenza, come quella che ha lambito in forme inquietanti – e dunque da ap­profondire e contrastare senza indugio – il direttore di ‘Libero’, Maurizio Belpietro”.

E continua l’analisi del giornalista del principale organo del mondo cattolico in Italia: “Sembra quasi delinearsi all’orizzonte una grigia, pe­sante cortina di intolleranza, preludio di una possibile stagione di violenza diffusa che, un quarto di secolo dopo la fine degli ‘anni di piombo’, rischia di calare nuovamente sulla società italiana. Un’atmosfera che cerca motivazioni e alimento nella situazione di incer­tezza e di precarietà in cui tuttora si dibatte l’econo­mia nazionale. Un clima che sfrutta l’obiettiva asprez­za del confronto sociale, investito dalle grandi que­stioni della ristrutturazione produttiva internazionale, con il carico di sacrifici e anche di dolori che questo processo comporta”.

Allora è opportuno abbassare i toni: dare spazio alla ragionevolezza; e l’esempio dovrebbe partire dagli onorevoli che siedono in Parlamento. Appartengo a quella generazione che ha visto alternarsi diverse classi di governanti; ma non è che ai tempi della mia giovinezza non ci fossero gli scontri sociali.., tutt’altro! Però i toni dei parlamentari non erano su queste frequenze d’onda. E’ opportuno dare una segnale forte al Paese, di distensione, di serenità.. e di operativa fattività, nel senso che l’esecutivo deve proporre soluzioni praticabili, per rispondere alle domande degli operai di diverse fabbriche in Italia che da mesi non riscuotono il salario. Dare segnali in questo senso e non farsi offuscare la mente per star dietro a qualche storia di export-squillo, oppure di appartamenti acquistati in Stati confinanti con l’Italia. Un passo indietro e moderatezza. Moderazione, facendoci guidare dalla ragionevolezza, perché quando la ragione non governa più i comportamenti dell’uomo, è l’irrazionalità, la belva umana che esce fuori dalla tana, tanto per chiosare un assioma che andava di moda nei cosiddetti Anni di Piombo.

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