Libia: forse Gheddafi in volo verso l’Egitto – aggiornamento in tempo reale

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17:50 ITALIA PRONTA A INTERVENIRE

“L’Italia e’ pronta a contribuire alla all’attuazione delle decisioni che sono all’esame dell’Onu, dell’Ue e della Nato”. Così recita il comunicato del Consiglio supremo di difesa tenutosi al Quirinale, alla presenza del Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, del Presidente del Consiglio Silvio Berlusconi e del Ministro della Difesa Ignazio La Russa.

 

Dunque  via libera alla presenza italiana in Libia. Per ora non sappiamo se l’impegno è di tipo militare, come chiesto da Nato e Usa o di altro tipo. “Sono state altresì discusse le predisposizioni attivate, sul territorio nazionale -continua la nota- e nella regione interessata, per far fronte ai prevedibili sviluppi della crisi ed agli eventuali rischi che ne potrebbero derivare”.

 

Intanto Ignazio La Russa smentisce gli scali a Roma e Milano degli aerei di Gheddafi.

 

Matteo Melani

 

 

16:26 –  ATTACCO A RAFFINERIA RAS LANUF

 

Non si placano gli scontri in Libia. Ras Lanuf vede ripetersi altri attentati. Questa volta i bersagli delle armate di Gheddafi, sono le raffinerie petrolifere.

“Abbiamo sentito un forte boato” dice un residente. “Sicuramente l’attentato ha fatto molti morti e feriti”. I siti petroliferi si trovano alle porte della città e, vista l’entità dell’esplosione, si temono molte vittime. Forse l’evento più sanguinoso dall’inizio della crisi libica.

 

Già nei giorni scorsi Ras Lanuf, città ad est del paese, è stata teatro di scontri fra sostenitori e ribelli del Colonnello. Bombardamenti anche nei pressi dell’ospedale ma con danni lievi.

Oggi questo fatto, che sembra che nemmeno la possibile caduta di Mouammar Gheddafi. Intanto anche a Tripoli si registrano violenze.

 

Matteo Melani

 

 

15:55   FUGA GHEDDAFI, SCALI ANCHE IN ITALIA

Anche l’Italia fra le tappe di Gheddafi. Dopo che i suoi aerei con a bordo i suoi più stretti collaboratori, sono partiti alla volta di Egitto, sono previsti scali a Milano e Roma. Per questi la destinazione è Bruxelles. Qui vi sarà un riunione con i vertici della Ue.

Già nella mattinata, tre jet del Colonnello erano in partenza per Atene e Vienna. Quindi si sono diretti a El Cairo. A sostenere l’ipotesi della fuga, il Ministro della difesa della Grecia che ha dichiarato di un aereo di Gheddafi che ha sorvolato Creta. E’ certo che a bordo di uno dei due mezzi, vi è il generale Abdel Rahman Ben Ali El Said Al Sawi, prossimo ad un incontro con il capo delle forze armate dell’Egitto.

Matteo Melani

/>13:15 GOVERNO GRECIA: AEREO GHEDDAFI PRESTO IN EGITTO

Nuove notizie che potrebbero confermare la fuga di Gheddafi. Dalla Grecia il Ministro della Difesa dichiara che un aereo del Colonnello ha sorvolato il paese ellenico.

“Un aereo appartenente al Colonnello è volato sui sopra il nostro paese, con destinazione El Cairo” dice il Ministro. Si tratta di un Falcon 900, della Lybian Airlines, adibito al trasporto di persone importanti.

“L’aereo-continua- ha attraversato l’isola di Creta circa un’ora fa”. Già ieri Georges Papandreu , premier greco e Gheddafi hanno avuto una conversazione telefonica.

Intanto le autorità greche non si sibilanciano. “La destinazione dell’aereo libico è Cairo. Ma non sappiamo chi è a bordo”.

Matteo Melani

12:18 GHEDDAFI IN FUGA

Possibile svolta in Libia. Secondo fonti, Muammar Gheddafi avrebbe lasciato il paese. Attualmente sarebbe a bordo di un aereo con destinazione Grecia o Egitto.

Una notizia clamorosa, che se venisse confermata, decreterebbe la vittoria dei ribelli al regime. Già ieri, il Colonnello aveva detto: “E’ in atto un complotto colonialista contro la Libia”. Aggiungendo che l’Occidente vuole “rubarci il petrolio”. In questi giorni da più parti sono arrivate parole di avversità al leader libico, Usa e Nato in primis. Addirittura la Ue aveva auspicato sanzioni anche per le attività finanziare nel paese africano.

Oggi questa notizia, che se trovasse conferma metterebbe Gheddafi al tappeto. Atenderemo gli sviluppi della vicenda.

Matteo Melani

TRATTATIVA FRA GHEDDAFI E RIBELLI

“Se Gheddafi lascia il paese entro settantadue ore, fermeremo ogni sua possibile persecuzione”. Così  Abdel Jalil Mustapha, leader dell’opposizione e del Consiglio nazionale dichiara la sua disponibilità a trattare. Un evento che dopo il ping-pong di agenzie, può cambiare la situazione libica.

Jalil Mustapha precisa il termine perentorio delle settantadue ore,per una’amnistia al Colonnello.  Negli ultimi giorni, gli attacchi fra sostenitori e oppositori a Gheddafi sono stati molti. Nella mattinata odierna Ras Lanuf è stata teatro di nuovi bombardamenti. Sulla scena internazionale si sono avanzate più linee strategiche. Il Presidente degli Stati Uniti Barack Obama e la Nato, hanno rilanciato l’intervento militare. Di avviso diverso il Ministro Roberto Maroni, che chiede di puntare sugli aiuti.

Intanto ieri vi sono stati 21 morti a Misurata.

 

Matteo Melani

12:12 –   RIBELLI: NO DIALOGO CON GHEDDAFI

Non ci fidiamo di chi ha insanguinato la Libia”. Così i ribelli respingono l’offerta di dialogo, lanciata dai fedeli a Gheddafi. Mustafa Gheriani portavoce degli oppositori al Colonnello spiega la contrarietà ad un potenziale accordo.

In questi giorni il paese è stato martoriato da attacchi fra favorevoli e contrari. Ieri Ras Lanuf, è stata teatro di bombardamenti fra le due fazioni.

Gheriani dichiara di essere stato contattato da dei fedeli al governo, ma di aver rifiutato. “Perche dovremmo dare creditosi chiede- ad un uomo così?”. Intanto Barack Obama rilancia l’idea dell’azione militare.

Matteo Melani

18:59MARONI: NO AD INTERVENTO MILITARE

“Se si interviene in modo sbagliato c’e’ il rischio di un nuovo Afghanistan”. Così il Ministro degli interni Roberto Maroni parla della crisi libica. Alla conferenza del Consiglio federale della Lega Nord a Milano, Maroni espone la sua idea per fermare i conflitti.

Prima che i guerrafondai abbiano il sopravvento bisogna sviluppare una politica di aiuti” dichiara il Ministro. Un piano Marshall, che possa evitare riscontri più gravi come in Somalia. Questa linea, ricorda Maroni” “è la stessa dichiarata da Hillary Clinton”. “Mi auguro  che dal Consiglio europeo dell’11 marzo – conclude – possa uscire un piano di aiuti”.

Matteo Melani

17:15GHEDDAFI SUL PUNTO DI LASCIARE

Secondo fonti libiche il Colonnello Gheddafi si e’ rivolto al fronte dei ribelli, il Consiglio Nazionale Transitorio, per assicurarsi che la sua dipartita dal paese avvenga nella maniera piu’ sicura, per lui e per la sua famiglia.

Secondo queste fonti, il leader libico, che è assediato nel suo bunker di Tripoli, avrebbe mandato a Bengasi un suo fedelissimo con l’obiettivo di annunciare le sue dimissioni davanti al parlamento libico, il Congresso Generale del Popolo.

Inoltre le fonti non hanno rivelato quale e’ stata la reazione del consiglio dei ribelli, aggiungendo solo che “non e’ ancora stata comunicata alcuna risposta ufficiale alla richiesta del colonnello Gheddafi finora, ne’ positiva ne’ negativa”

A conferma diq uesta notizia c’è il fatto che in questi minuti il prezzo del greggio è diminuito. Da quota $107 al barile, massimi di due anni e mezzo, il valore e’ sceso in area 105,50 nel giro di pochi minuti dopo l’avvio degli scambi della borsa Usa.

Comunque è meglio non fidarsi perchè potrebbe trattarsi dio una bufala per manipolare il mercato.

16:30 “Non possiamo stare fermi”. Così Anders Fogh Rasmussen, segretario generale della Nato, interviene sugli scontri in Libia. Per l’ex primo ministro danese, se le guerriglie continueranno, la Nato interverrà.

Non posso immaginare che la Comunità internazionale e la Nato stiano a guardare-dichiara da Bruxelles –mentre Gheddafi attacca il suo popolo ogni giorno”. La violenza contro gli oppositori e ribelli, può essere “un crimine contro l’umanità”. “La Nato non ha intenzione di intervenire militarmente in Libia”, spiega Rasmussen. “Ma il nostro lavoro-conclude- è di stare allerta per qualsiasi eventualità”.

Matteo Melani

15:50 L’Onu nomina Abdelilah Al Khatib, inviato in Libia. Giordano, cinquantotto anni ed ex Ministro degli esteri, avrà il compito di trovare accordi con le autorità e istituzioni libiche.

Secondo Ban Ki Moon, il leader Gheddafi sta facendo un uso “improprio della forza”. “I civili percepiscono il senso della guerra– continua- e vogliono che il governo, fermi questi attacchi indiscriminati”. “Siamo concentrati sulla situazione libica-conclude Moon- soprattutto nell’est, dove si registrano molte vittime.”

“Le organizzazioni umanitarie devono avere accesso immediato” dichiara Valerie Amos, vice segretario Onu agli esteri ed emergenze. Per Amos, i libici hanno bisogno “di urgenti aiuti”. “In questi giorni stiamo contattando quante più personalità per dare soccorso al popolo”.

Matteo Melani

13:02 Ancora attentati in Libia. Nella mattinata di oggi, Ras Lanuf è stata teatro di scontri fra sostenitori e oppositori a Gheddafi. Un malessere a cui ha preso parola anche l’Onu, che in una nota spiega che “serve un nuovo piano di aiuti umanitari” per fronteggiare questa scia di sangue.

Ras Lanuf, città a nord del paese è in guerra ormai da molti giorni. “Hanno bombardato l’intera città”. Dice un residente, oppositore al regime. “Anche nelle vicinanze dell’ospedale, ma per fortuna con danni lievi”.

Matteo Melani

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